Antistorico. Contro i principi del libero mercato. Con posti di lavoro a rischio. E contrario al fatto che milioni di italiani fanno acquisti di domenica, segno dunque che le aperture dei negozi sono stati accolti positivamente dai consumatori. Nel dibattito sulla regolamentazione e limitazione delle aperture domenicali di negozi e grande distribuzione organizzata interviene così Ivo Ferrario, responsabile Relazioni esterne di Centromarca, l’associazione italiana dell’industria di marca.

Help Consumatori ha iniziato un giro di opinioni sulla controversa proposta, iniziando da Centromarca. Il responsabile Relazioni esterne Ivo Ferrario ci ha dunque elencato punto per punto una serie di criticità e perplessità sui provvedimenti annunciati dal Governo.

In tema di aperture e chiusure domenicali, Ferrario esordisce affermando che l’ipotesi di regolamentazione annunciata “va contro i principi del libero mercato: ogni azienda deve poter decidere i suoi orari e giorni di apertura in funzione delle sue strategie commerciali”. C’è poi il riferimento all’e-commerce, che non presenta limiti di giorni e orario. “Soprattutto nel tempo presente, in cui le vendite on-line permettono  di fare acquisti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, introdurre vincoli alle aperture distorce la concorrenza e mette i negozi fisici in una situazione di svantaggio”.

Centromarca considera “antistorico” vietare le aperture (“queste scelte di retroguardia non favoriscono la crescita del Paese e sviliscono l’impegno delle imprese a favore della libertà di scelta dei cittadini”) e fa riferimento all’attuale situazione di stasi dei consumatori per dire che “è paradossale che si pensi a provvedimenti che frenano gli acquisti. 12 milioni di italiani – ricorda Ferrario – sono acquirenti abituali nella gdo di domenica; è un contributo positivo che vale circa l’1% dei consumi food e il 2% dei consumi non food. Tornare indietro equivale a cancellare un fatto che è stato accolto positivamente dai cittadini e che contribuisce in maniera sostanziale alla tenuta dell’economia”.

Non c’è solo il favore dei consumatori. In gioco ci sono 40 mila posti di lavoro. E particolarmente critica viene valutata anche l’ipotesi di aperture selettive dei negozi con calendari decisi da comuni e regioni, perché “si verrebbero a creare tante “Italie” del commercio, tante regole diverse nella stessa nazione. Quale investitore entrerebbe in un contesto cosí caotico?”. A fronte dunque di tutti questi elementi, il responsabile Relazioni esterne di Centromarca “esprime forti perplessità sull’opportunità del varo di un provvedimento che ridurrebbe la possibilità per le imprese di aprire liberamente i punti di vendita la domenica”.

 

 

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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