Piattaforme digitali, Big Tech: multe per oltre 22 miliardi di euro in quattro anni (Immagine da Consumerism 2025)

Piattaforme digitali, Big Tech: multe per oltre 22 miliardi di euro in quattro anni

Cresce il potere delle piattaforme digitali. Fra il 2022 e il 2025 le principali Big Tech – Google, Meta, Apple e Amazon – hanno accumulato tutte insieme sanzioni per oltre 22,5 miliardi di dollari in tutto il mondo per violazioni dei diritti dei consumatori, ostacoli alla concorrenza e alla privacy. I dati a margine del convegno di Consumers’ Forum con le Authority indipendenti

Gli ultimi dieci anni in Italia hanno visto una rivoluzione nei servizi digitali, con un vero e proprio boom del loro uso e della loro diffusione fra i consumatori. Che siano acquisti online sui marketplace, abbonamenti alle pay tv e contenuti on demand, la spesa dei cittadini ha raggiunto i 66 miliardi di euro nell’ultimo anno. Il solo ecommerce è cresciuto del 273% fra il 2015 e il 2025, la pay tv segna più 200%. Aumenta però anche il potere delle piattaforme digitali che offrono servizi ai consumatori. Fra violazioni dei diritti dei consumatori, privacy e ostacoli alla concorrenza, le principali Big Tech hanno ricevuto sanzioni in tutto il mondo per oltre 22 miliardi di dollari.

Sono numeri diffusi da Consumers’ Forum a margine del convegno “Il Potere delle Piattaforme: il ruolo di consumatori, imprese e Authority”, che ha visto coinvolte lo scorso 19 novembre le principali autorità indipendenti italiane (Antitrust, Ivass, Arera, Bankitalia, Garante Privacy, Art, Consob, Agcom, Anac). Focus del convegno il potere delle Bigh Tech, quasi uno Stato parallelo.

 

 

 

Le piattaforme digitali hanno modificato la realtà in cui viviamo. Nell’informazione, nei servizi, nell’economia, nella cultura e nella società, di fatto nella vita quotidiana, i cittadini sono alle prese con il potere delle piattaforme digitali, che spesso si configura come uno “strapotere” esercitato da imprese private con business e capacità di influenza in grado di competere con quelli degli Stati.

Il boom di ecommerce e pay tv in Italia

Ma di quali numeri si parla in riferimento alla vita quotidiana degli italiani e ai cambiamenti legati alle piattaforme digitali?

Nel 2015 gli italiani che ricorrevano all’e-commerce per l’acquisto di beni e servizi erano 17,7 milioni, mentre oggi si contano 35,2 milioni di connazionali che usano il web per shopping, prenotazioni turistiche, acquisto di servizi vari. In 10 anni la spesa dei cittadini è così passata dai 16,6 miliardi di euro agli attuali 62 miliardi di euro (di cui 22 miliardi per servizi, 40 miliardi per beni), con una crescita del +273%. L’incidenza dell’e-commerce sulle vendite retail sale così da una quota del 4% del 2015 a oltre l’11% del 2025. La maggior parte degli acquisti online si concentra su elettronica, abbigliamento e turismo. Ma la spesa online nel “Food&Grocery” (ristorazione, alimentare, cura della persona) è aumentata vertiginosamente passando da 377 milioni di euro del 2015 ai 4,9 miliardi del 2025, +1.200%, grazie soprattutto al Food Delivery.

Sono aumentati del 200% in dieci anni gli abbonamenti ai servizi di pay tv, con una stima di 21 milioni di abbonamenti e una spesa per i contenuti digitali di intrattenimento che ha raggiunto i 3,7 miliardi di euro annui.

 

 

 

Le multe mondiali alle Big Tech

È però aumentato anche il potere delle piattaforme digitali. Fra pratiche scorrette o comportamenti lesivi della concorrenza, fra il 2022 e il 2025 le principali big tech – Google, Meta, Apple e Amazon – hanno accumulato tutte insieme sanzioni per oltre 22,5 miliardi di dollari (circa 19,4 miliardi di euro) da parte delle autorità di controllo di tutto il mondo per violazione della privacy degli utenti, ostacoli alla concorrenza, posizioni dominanti, pratiche sleali o ingannevoli. Una goccia nel mare dei bilanci, però. In base agli ultimi dati relativi ai risultati d’esercizio del terzo trimestre 2025, Google, Meta, Apple e Amazon registrano ricavi totali pari a 436 miliardi di euro, con gli utili netti che, solo nel trimestre considerato, volano a complessivi 86,4 miliardi di euro.

 

 

“I dati dimostrano chiaramente come le grandi piattaforme abbiano cambiato negli anni le abitudini quotidiane dei cittadini al punto da diventare indispensabili per milioni di italiani anche per le operazioni più semplici come un acquisto, una prenotazione, o guardare la tv – afferma il presidente di Consumers’ Forum, Furio Truzzi – Una dominanza che interessa non solo i consumatori, ma anche le imprese, sottraendo preziose risorse al mercato e causando una massiccia desertificazione nello sviluppo delle start-up, se non funzionali agli interessi economici delle big tech. Un potere che preoccupa e che deve portare da un lato a norme più efficaci sul fronte della tutela dei consumatori, delle imprese, della privacy e della concorrenza, dall’altro a maggiori poteri in capo alle authority di settore che vigilano su tali piattaforme”.

Qui il video del convegno del 19 novembre con le Authority

Qui i video delle Autorità

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