Plasticentro, il progetto con le barriere “mangia-plastica” che non fanno arrivare i rifiuti fino al mare (Foto Legambiente)

Plasticentro, arrivano le barriere “mangia-plastica” che non fanno arrivare i rifiuti fino al mare

I primi monitoraggi sui fiumi Tevere e Tronto hanno permesso di raccogliere oltre 4 mila rifiuti. Il 90% è plastica. Nella Giornata mondiale dell’ambiente di oggi, i primi risultati del progetto Plasticentro, che installa barriere galleggianti per bloccare i rifiuti nei fiumi prima che arrivino al mare

Barriere “mangia-plastica” che fermano i rifiuti nei fiumi e impediscono loro di arrivare fino al mare. È il cuore del progetto Plasticentro, che prevede l’installazione di barriere galleggianti nei fiumi del Centro Italia per fermare la plastica, raccoglierla e poi catalogarla. Nei primi monitoraggi fatti sui fiumi Tevere, nel Lazio e in Umbria, e Tronto nelle Marche, sono stati raccolti oltre 4 mila rifiuti complessivi, per un quantitativo di 714 rifiuti ogni cento metri lineari di sponde del fiumi. Il 90% è plastica. Per il resto sono stati trovati e raccolti rifiuti di ogni genere, compresi pneumatici e biciclette.

Questo primo bilancio viene diffuso oggi da Legambiente in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente 2025, che si celebra il 5 giugno e quest’anno è dedicata alla lotta all’inquinamento da plastica. L’Environment Programme delle Nazioni Unite ha lanciato la campagna #BeatPlasticPollution per evidenziare i danni dell’inquinamento da plastica e microplastiche a livello globale.

 

Giornata mondiale dell’ambiente, l’inquinamento da plastica minaccia ecosistemi e salute umana (Immagine generata dall’AI, Foto di Pete Linforth da Pixabay)

 

Liberare i fiumi dalla plastica

Il progetto Plasticentro vuole liberare i fiumi dalla plastica ed evitare che questa raggiunga il mare. È finanziato dal Ministero dell’Ambiente e coordinato da AUBAC (Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale) con cui collaborano Legambiente e altri partner come Enea, Università Politecnica delle Marche, Arpa Lazio e Arpa Umbria. Le attività si concentrano nei fiumi del Centro Italia.

«La lotta all’inquinamento da plastica richiede un impegno collettivo e concreto. Con il progetto Plasticentro, in collaborazione con enti e istituzioni, vogliamo portare un contributo tangibile alla salvaguardia dei nostri fiumi e, di conseguenza, dei nostri mari –ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Le barriere galleggianti rappresentano una soluzione efficace per intercettare i rifiuti prima che raggiungano il mare, ma il vero cambiamento passa da un ripensamento del nostro modello di produzione e consumo».

Plasticentro prevede l’installazione di barriere “mangia-plastica” in punti cardine dei corsi d’acqua, uno strumento già testato per il Tevere nella Regione Lazio e che a breve verrà implementato. Sono strutture che riescono a trattenere e bloccare due tonnellate di rifiuti l’anno, evitando il loro rilascio in mare. Le barriere saranno posizionate nei fiumi del Centro Italia, compresi Tevere, Aniene e Tronto.

Questo modello, spiega Legambiente, è già stato sperimentato con successo dalla Regione Lazio tra il 2019 e il 2022. In quell’esperienza, due barriere installate sul Tevere e sull’Aniene hanno permesso di raccogliere oltre 12 tonnellate di rifiuti in tre anni, tra cui circa 30.000 bottiglie in PET all’anno.

Oltre a questa azione, vengono coinvolte le comunità locali nella pulizia delle sponde e viene attuato un monitoraggio scientifico di citizen science per valutare la tipologia e la quantità dei rifiuti raccolti, con l’obiettivo di evidenziare l’imponente quantitativo di plastiche e microplastiche presenti e promuovere logiche di economia circolare. Nel mirino di Plasticentro c’è anche l’inquinamento da microplastiche. Enea, Arpa Lazio e Arpa Umbria stanno lavorando per definire un protocollo di indagine delle microplastiche nei grandi e piccoli corsi d’acqua delle regioni coinvolte dal progetto.

1 thought on “Plasticentro, arrivano le barriere “mangia-plastica” che non fanno arrivare i rifiuti fino al mare

  1. bello ma… è una sconfitta delle istituzioni ed uno spregio per chi combatte l’abbandono dei rifiuti!

Parliamone ;-)

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