Time to Resist, Greenpeace lancia campagna per difendere le voci degli attivisti dalle Slapp (Laika per Greenpeace)
“Time to Resist”, Greenpeace lancia campagna per difendere le voci degli attivisti dalle cause giudiziarie
Nella Giornata dell’ambiente Greenpeace lancia la campagna “Time to Resist” per difendere il pianeta e gli attivisti per l’ambiente dalle “Slapp”, le cause giudiziarie temerarie volte a bloccare la partecipazione pubblica
Difendere il Pianeta. E difendere le voci che lo difendono, attivisti e ambientalisti che rischiano di essere ridotti al silenzio dalle cause temerarie intentate nei loro confronti. È con questo obiettivo che, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, Greenpeace Italia lancia la campagna “Time to Resist”, con un appello per la sopravvivenza sia del Pianeta che della stessa organizzazione, che rischia di essere messa a tacere a seguito della causa intentata negli Stati Uniti dalla Big Company petrolifera Energy Transfer.
“Tempo di resistere” contro le Slapp, le azioni giudiziarie temerarie
La resistenza cui Greenpeace chiama all’azione riguarda le cause giudiziarie chiamate SLAPP (dall’inglese Strategic Lawsuit Against Public Participation): si tratta di azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica. Sono di fatto delle cause temerarie, il cui obiettivo principale non è legale, ma è quello di intimidire l’avversario con ingenti spese legali che finiscono per portarlo al fallimento, o comunque a sostenere costi elevatissimi. Il risultato finale è quello di intimidire e reprimere il dissenso e le voci di attivisti e organizzazioni impegnate nella protezione dell’ambiente, nella difesa dei diritti fondamentali, su questioni di interesse pubblico.
Greenpeace spiega allora che, dopo la causa intentata dalla Big Company petrolifera Energy Transfer, una giuria negli USA si è espressa a favore di una condanna verso Greenpeace negli Usa che, se confermata, porterebbe l’organizzazione a pagare oltre 660 milioni di dollari.
«Si tratta di una cifra sproporzionata, deliberatamente distruttiva, volta a reprimere l’Organizzazione e, con essa, una voce fondamentale nella difesa della Terra – commenta Chiara Campione, Direttora del Programma di Greenpeace Italia – Ma non ci faremo zittire: la campagna Time to resist è un invito a sostenerci in questo momento cruciale per la sopravvivenza sia del Pianeta che di chi si batte per difenderlo. Una battaglia per la vita e per i diritti, che richiede il sostegno di tutti».
Slapp, chi le conosce?
L’associazione riporta oggi i risultati di una ricerca condotta a fine maggio 2025 da AstraRicerche per Greenpeace Italia. Per la maggioranza degli italiani le Slapp, oltre che essere un fenomeno estremamente preoccupante (58,8%), “rappresentano un abuso del sistema giudiziario, che viene strumentalizzato non per ottenere giustizia, ma per sopprimere il dissenso e la critica (57,1%), una minaccia per la democrazia, la libertà di espressione e ogni forma di dissenso pacifico e non violento (56,8%)”.
Anche se non si condivide l’agire di alcune organizzazioni, la convinzione diffusa è che queste non debbano essere messe a tacere o marginalizzate (56,7%). La maggioranza ritiene poi che queste cause siano un ostacolo all’azione per chi si batte per la tutela dell’ambiente (58,9%).
La conoscenza di queste cause è però poco diffusa.
Le Slapp sono portate avanti spesso da “Paesi o aziende che chiedono pene o risarcimenti altissimi, con la volontà di mettere a tacere organizzazioni ambientaliste, giornalisti, attivisti e singoli cittadini che si occupano della salvaguardia dell’ambiente”.
Solo poco meno di un intervistato su tre afferma di conoscere le Slapp (31,2%); la maggioranza riconosce di non essere bene informato in proposito (25,5%); solo il 5,7% che ritiene di essere bene informato. La netta maggioranza del campione intervistato non ne sa nulla e vorrebbe essere informato in merito (54,6%).
Spiega Simona Abbate, Campaigner Clima ed Energia: «Le SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation) rappresentano una grave minaccia alla libertà di espressione e al diritto di critica, strumenti fondamentali in una democrazia. In un contesto come quello attuale, segnato dalla crescente criminalizzazione del dissenso, queste cause infondate mirano a intimidire e silenziare le voci scomode, aggravando la già complessa operatività delle ONG come Greenpeace. Non si tratta di vere dispute legali, ma di abusi del sistema giudiziario per scoraggiare l’attivismo e la partecipazione civica. Tutti dovremmo essere consapevoli del pericolo che rappresentano: se colpiscono chi protesta oggi, non solo domani potrebbero colpire chiunque, ma rischiamo di non avere più forme di dibattito, confronto e dissenso. La direttiva europea anti-SLAPP è uno strumento cruciale per tutelare la società civile e il giornalismo indipendente. È urgente che la politica italiana recepisca questa normativa senza ritardi né indebolimenti».

