Povertà assoluta, colpisce 5,6 milioni di persone. In povertà oltre il 14% dei bambini (fonte immagine: pixabay)

La povertà assoluta è un dramma che attanaglia l’Italia. Nel 2021 sono in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie (pari al 7,5% del totale, dal 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di persone  (9,4% come l’anno precedente). Secondo l’Istat, che ha diffuso le statistiche sulla povertà nel 2021, la povertà assoluta conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19.

Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1% (da 10,1% del 2020) e le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (2,6 milioni nel 2020).

Sono il 10% le famiglie che si trovano in povertà assoluta nel Mezzogiorno (6,7% al Nord e 5,6% al Centro).

Ci sono quasi un milione e mezzo di bambini – 1,4 milioni di minori – in povertà assoluta, pari al 14,2% dei minori.

La povertà assoluta attanaglia più le fasce giovanili che gli over 65, più le famiglie numerose e con bimbi piccoli, più gli stranieri. L’incidenza della povertà assoluta fra i cittadini stranieri residenti è infatti del 32,4%, in aumento rispetto al 29,3% del 2020.

 

 

grafico istat su povertà
Istat incidenza della povertà assoluta per classe di età 2021. Fonte: Istat sulla povertà nel 2021

 

Povertà assoluta, colpisce soprattutto infanzia, giovani e famiglie numerose

La povertà assoluta è stabile rispetto al 2020, quando ha raggiunto i massimi storici. E riguarda soprattutto le fasce più giovani di età.

«Facendo riferimento alla classe di età – scrive l’Istat – l’incidenza di povertà assoluta si attesta al 14,2% (poco meno di 1,4 milioni) fra i minori; all’11,1% fra i giovani di 18-34 anni (pari a 1 milione 86mila individui) e rimane su un livello elevato (9,1%) anche per la classe di età 35-64 anni (2 milioni 361mila individui), mentre si mantiene su valori inferiori alla media nazionale per gli over 65 (5,3%, interessando circa 743mila persone)».

Nel 2021 peggiora la condizione delle famiglie più numerose. È in povertà assoluta quasi una famiglia su quattro fra quelle composte da cinque persone. In situazione difficile anche le famiglie con bambini: è in povertà assoluta quasi una famiglia su quattro fra chi ha tre figli minori.

«Nel 2021, l’incidenza di povertà assoluta è più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti: raggiunge il 22,6% tra quelle con cinque e più componenti e l’11,6% tra quelle con quattro; segnali di miglioramento provengono dalle famiglie di tre (da 8,5% a 7,1%) e di due componenti (da 5,7% a 5,0%). Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori, per le quali l’incidenza passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su».

Non è un paese per bambini: 1,4 milioni di minori in povertà assoluta

L’incidenza di povertà è più bassa (5,5%) nelle famiglie con almeno un anziano e si conferma al 3,6% tra le coppie in cui l’età della persona di riferimento della famiglia è superiore a 64 anni (nel caso di persone sole con più di 64 anni l’incidenza è pari al 5,1%).

«In generale, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento; generalmente, infatti, le famiglie di giovani hanno minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati».

Insomma, i giovani sono più poveri perché hanno redditi più bassi e non possono attingere a risparmi o eredità.

È «sempre molto difficile la condizione dell’infanzia», scrive inoltre l’Istat. Un modo per dire che la povertà assoluta continua a colpire duro soprattutto i minori. Oltre il 14% dei bambini è in povertà.

«Nel 2021, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 382mila bambini (14,2%, rispetto al 9,4% degli individui a livello nazionale). L’incidenza varia dall’11,4% del Centro al 16,1% del Mezzogiorno – spiega ancora l’Istat – Nel confronto con il 2020 le condizioni dei minori sono stabili a livello nazionale, ad eccezione del peggioramento osservato per i bambini dai 4 ai 6 anni (15,4% dal 12,8%)».

La povertà assoluta aumenta al crescere dei figli minori che ci sono in famiglia: l’incidenza va dal 6% per le coppie con un figlio minore, all’11,1% per quelle con due figli minori, e arriva al 20,4% per le coppie con tre o più figli minori. È alta anche fra le famiglie monogenitore con minori (11,5%)

Più difficile ancora è la situazione dei minori che vivono in famiglie immigrate.

«La cittadinanza gioca un ruolo importante nel determinare la condizione socio-economica della famiglia. Si attesta a 8,3% l’incidenza di povertà assoluta delle famiglie con minori composte solamente da italiani, mentre cresce al 36,2% (dal 28,6% del 2020) per le famiglie con minori composte unicamente da stranieri e arriva al 30,7% nel caso in cui nella famiglia in cui sono presenti minori ci sia almeno uno straniero, ben due volte e mezzo rispetto al valore medio delle famiglie con minori».

Consumatori: dati drammatici

Sono dati drammatici, commentano a stretto giro le associazioni dei consumatori. Per il Codacons ci si deve attendere una nuova ondata di povertà quest’anno.

«Dati destinati purtroppo a peggiorare nel corso del 2022 – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – Il caro-bollette, l’inflazione alle stelle e l’escalation dei carburanti stanno producendo una erosione dei redditi delle famiglie e una perdita di potere d’acquisto, spingendo verso la soglia della povertà un numero enorme di cittadini che non riesce più ad affrontare le spese quotidiane. Il Governo deve intervenire e deve farlo subito, bloccando la crescita di prezzi al dettaglio e tariffe e ricorrendo a misure straordinarie in considerazione dello stato di emergenza che caratterizza il 2022».

«I dati restano drammatici – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Si tratta dei secondi valori peggiori di sempre, con un aggravamento anche rispetto al 2018, ossia all’anno del precedente primato, prima della catastrofe del 2020, per via del Covid e dei lockdown e prima del miglioramento del 2019, per via dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Rispetto al 2018, quando le famiglie povere erano 1 mln e 822 mila, nel 2021 aumentano del 7,6%, gli individui poveri salgono del 10,5%, da 5 mln e 40 mila a 5 mln e 571 mila. Insomma, è come se il reddito di cittadinanza, che aveva nettamente migliorato la condizione di povertà nel 2019, non esistesse più e avesse perso ogni efficacia di contrasto alla povertà».

Enormi divari su redditi e ricchezza

Per Assoutenti i dati Istat sulla povertà dimostrano gli enormi divari esistenti in Italia sul fronte di redditi e ricchezza.

«E’ semplicemente assurdo che mentre in Italia il tasso di povertà assoluta raggiunge il 10% nel Mezzogiorno, ci siano grandi gruppi che si arricchiscono grazie alle difficoltà economiche dei cittadini – afferma il presidente Furio Truzzi – Basti pensare al settore dell’energia, dove le società di luce e gas hanno registrato utili record tra le fine del 2021 e l’inizio del 2022 grazie all’esplosione dei prezzi energetici, mentre le famiglie hanno subito un sensibile impoverimento a causa di bollette abnormi. Un paese dove i cittadini sono sempre più poveri e le grandi imprese sempre più ricche non è un paese sano né civile, e la situazione rischia di esplodere nel 2022 a causa del perdurare dell’emergenza prezzi che avrà nuovi effetti negativi sul tasso di povertà. Per tale motivo chiediamo al Governo di intervenire affinché vi sia una redistribuzione più equa della ricchezza, operando in modo più incisivo sugli extra-profitti miliardari delle società energetiche a vantaggio di prezzi più equilibrati di luce e gas».


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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