Pubblicità al gioco d’azzardo nel calcio, Federconsumatori: “Clamoroso passo indietro” (Foto Pixabay)

“In Commissione cultura e sport al Senato parte l’operazione di normalizzazione del gioco d’azzardo. Gravissimo il tentativo di cancellare il divieto alla pubblicità, mentre in Italia crescono i disturbi da gioco d’azzardo, soprattutto tra i giovani”.

Sono durissime le parole con cui Federconsumatori commenta quanto avvenuto qualche giorno fa in Commissione cultura e sport del Senato, dove è stata approvata la risoluzione proposta da Fratelli d’Italia con cui permettere la pubblicità ai siti di scommesse e di gioco d’azzardo nel calcio. In questo modo sarà di fatto superato il divieto di pubblicità all’azzardo che vige dal 2018, imposto dal decreto Dignità, che all’articolo 9 ha introdotto un divieto assoluto di pubblicità per il gioco d’azzardo, riconoscendo i rischi devastanti che questa promozione comporta, soprattutto per le fasce più vulnerabili.

Federconsumatori: “Segnale gravissimp per le nuove generazioni e le fasce vulnerabili”

“Quando chiedevamo al Governo di intervenire sul tema non era certo questo ciò che intendevamo! – commenta Federconsumatori – Chiedevamo di compiere dei passi avanti per contrastare quella che nel nostro Paese sta assumendo sempre più i tratti di una piaga sociale, non certo un clamoroso passo indietro teso a favorire e sdoganare il fenomeno del gioco d’azzardo. L’apertura verso una maggiore liberalizzazione della pubblicità del betting rappresenta un segnale gravissimo, specialmente per le nuove generazioni, sempre più esposte a questo fenomeno, e per le fasce più vulnerabili della popolazione”.

Federconsumatori ricorda che il gioco d’azzardo ha un impatto economico e sociale devastante e riporta dati di un suo studio (con Cgil e Isscon, la seconda edizione de “Il libro nero dell’azzardo”) che rivela come nel 2023 gli italiani abbiano speso 150 miliardi di euro nell’azzardo, ben il 78% per cento in più rispetto a dieci anni prima. La spesa media annuale pro-capite per il gioco d’azzardo, nella sola forma online, ha raggiunto quota 1.926 euro.

Sono numeri che, prosegue Fedeerconsumatori, “non lasciano dubbi sulla necessità di misure di contrasto più efficaci e restrittive, accrescendo il ruolo delle amministrazioni locali, anziché aprire alla promozione e riabilitazione dell’immagine del gioco d’azzardo”.

La spesa per il gioco d’azzardo in Italia è in continua crescita e ormai supera la spesa per la sanità, quella per l’istruzione e il bilancio dei comuni italiani. È destinata a salire nel 2025 e, davanti ai numeri rilanciati da diverse associazioni, ben si comprende l’allarme diffuso nelle società civile sia davanti alle dimensioni del fenomeno sia ai pericoli che questo comporta, soprattutto per le persone e famiglie più fragili e per il rischio legato all’illusione di cercare nell’azzardo una via d’uscita dalle difficoltà economiche. L’azzardo è un tsunami economico e sociale e spesso significa povertà, sovraindebitamento per le famiglie coinvolte, un accesso diventato più facile per i giovani attraverso il gioco online, rischio di cadere nella dipendenza.

Ora interviene anche la prospettiva di nuova pubblicità all’azzardo.

“Ci auguriamo che tale misura venga fermata prima di trovare applicazione e che, anzi, si inizi a discutere seriamente del problema del dilagare dell’azzardo, rafforzando le misure di prevenzione e migliorando il sostegno alle vittime di questa dipendenza – afferma Federconsumatori – Troviamo una politica ipocrita e inaccettabile da ogni punto di vista quella adottata dalla maggioranza di governo che, magari sperando in maggiori entrate, è pronta a lucrare sulla salute e sulle tasche dei cittadini, dando il via libera alla pubblicità di un fenomeno che, ogni anno, manda in rovine migliaia di famiglie. Ci opporremo in ogni sede e con ogni azione utile affinché questo non avvenga”.

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