Balneari, incontro al Mit. UNC: no a indennizzi, le spiagge sono dello Stato (Foto Pixabay)
Balneari, incontro al Mit. UNC: no a indennizzi, le spiagge sono dello Stato
Ieri al Mit il tavolo tecnico sulle concessioni demaniali marittime. UNC: no a indennizzi, Salvini senta i consumatori
Nel decreto legge “salva-infrazioni” il “diritto a un indennizzo è tra le novità più rilevanti”. Si è svolto ieri al Ministero dei Trasporti, come annunciato nei giorni scorsi, il tavolo tecnico sulle concessioni demaniali marittime. Nel corso del tavolo consultivo, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, “è stato ribadito che il decreto indennizzi dovrà essere adottato in piena coerenza con quanto previsto dal decreto legge salva-infrazioni – si legge in una nota – L’indennizzo dovrà essere calcolato sugli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione a cui va aggiunta l’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni”.
La nota spiega che è stato affrontato anche “il tema della rideterminazione dei canoni per le concessioni: in caso di mancata adozione del decreto, gli importi saranno automaticamente aumentati del 10%. Il totale complessivo dei canoni riscossi nel 2024 per concessioni con finalità turistico-ricreative corrisponde a circa 84,4 milioni di euro”.
UNC: “Le spiagge sono dello Stato”
Critica l’Unione Nazionale Consumatori, che si dichiara preoccupata per l’incontro con i balneari.
Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «Intanto è grave che il ministro Matteo Salvini convochi solo i balneari e non anche chi rappresenta gli italiani che in questi anni hanno pagato il caro ombrellone, rialzi certo dovuti anche alla mancanza di vera concorrenza e alle concessioni bloccate. Un conto è consentire il recupero per gli investimenti effettuati non ancora ammortizzati, cosa per la quale siamo favorevoli, purché non siano prodotti vendibili come gli ombrelloni, ma è gravissimo aggiungerci un regalo ulteriore, che chiamano equa remunerazione, come se i balneari fossero i proprietari delle spiagge e avessero diritto all’avviamento. Un abuso bello e buono! Le spiagge sono dello Stato!».

