“Gli ultimi due anni hanno mostrato un’evoluzione favorevole dei prezzi della rc auto. Dal massimo toccato sul finire dell’estate del 2012, infatti, il prezzo medio è diminuito del 10%. Questa riduzione è la chiara dimostrazione che i prezzi elevati della rc auto non devono considerarsi, per il nostro paese, un destino ineluttabile. Dimostra, altresì, che quando i costi dei sinistri diminuiscono scendono anche i prezzi delle coperture”. È quanto ha detto oggi il presidente Aldo Minucci nell’Assemblea annuale dell’Ania.
L’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici sottolinea che i costi sono diminuiti soprattutto perché le famiglie ricorrono meno all’uso dell’automobile a causa della crisi economica. Secondo l’Ania, “la riduzione dei prezzi sta proseguendo nel 2014”, anche se c’è poco tempo per intervenire sui fattori strutturali, perché con la ripresa dell’economia aumenterà di nuovo l’uso dell’automobile e quindi torneranno ad aumentare i sinistri. L’Ania ha incaricato una società di consulenza di indagare sulle ragioni del più alto costo della rc auto in Italia rispetto a Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, e dallo studio è emerso che “nel periodo 2008-2012 il maggior prezzo medio delle polizze italiane – pari a 213 euro – è dovuto per ben 180 euro al più elevato costo dei sinistri e al livello della tassazione specifica”.
Nel 2013 si è registrato un calo del premio medio della copertura rc auto pari al 4,6% e la flessione dei prezzi continua nei primi tre mesi di quest’anno. Il prezzo medio della copertura è sceso a marzo 2014 a 410 euro, con una riduzione di quasi 40 euro in due anni del premio medio. Nel 2013, prosegue la relazione annuale, tre milioni e mezzo di veicoli (l’8% di quelli circolanti) non possiede un’assicurazione, con un dato in aumento rispetto ai 3,1 milioni di veicoli non assicurati nel 2012.
Quale l’andamento del settore assicurativo? “Pur in una congiuntura economica sfavorevole, il settore ha chiuso lo scorso anno con risultati nel complesso positivi – ha detto il presidente Ania – La raccolta premi – pari a 125 miliardi di euro – è cresciuta del 22% nei rami vita; si è invece ridotta del 4% nei rami danni”. Gli investimenti in polizze vita rappresentano quasi il 12% della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, mentre “nel settore danni, l’andamento negativo della raccolta è stato condizionato dal ramo rc auto, i cui premi si sono ridotti del 7,3% a seguito della forte diminuzione dei prezzi”.
Nel settore vita e previdenza, “sono ormai 6 milioni e 200 mila gli aderenti alla previdenza complementare; il 40% di questi ha sottoscritto il tradizionale prodotto assicurativo, che è quindi la componente più diffusa e dinamica nel mercato. Anche nel 2013, un anno di sofferenza economica per molte famiglie italiane, le adesioni ai nostri piani previdenziali hanno continuato a crescere a ritmo sostenuto (più 13,3%) rispetto ai fondi aperti (più 7,7%) e ai fondi negoziali (meno 1%)”. Nelle polizze vengono più spesso inserite nuove coperture relative a malattie gravi e in alcuni casi anche alla perdita dell’impiego.
Il presidente Ania ha ricordato inoltre che quest’anno la Fondazione Ania per la sicurezza stradale compie dieci anni: risultati importanti sono stati raggiunti – dal 2004 c’è stata una diminuzione del 40% delle vittime e del 23% dei feriti – ma i risultati non sono ancora soddisfacenti e l’impegno è quello di sensibilizzare le Istituzioni a migliorare la qualità delle strade, diffondere la prevenzione, “creare le condizioni di un cambiamento culturale che modifichi gli stili di guida dei nostri concittadini.
La Relazione, come era prevedibile, ha scatenato diverse prese di posizione da parte delle associazioni dei consumatori. Secondo Assoutenti quello dell’rc auto è un sistema da riformare e la via maestra passa per la Carta di Bologna, il documento che l’associazione ha sottoscritto insieme ad altre realtà. Tra i punti qualifincanti della Carta, la portabilità delle polizze, la libera circolazione dei diritti di credito e pene certe per i pirati della strada. Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia, invece, sostinene che “sulla RC Auto gli utili sono saliti vertiginosamente tradendo il concetto di mutualità che deve applicarsi anche al binomio Impresa/cittadino, le tariffe sono scese sì, ma troppo poco e potremmo trovarci davanti ad un fenomeno di utili speculativi a danno dei Consumatori”. L’auspicio di Premuti è che il Governo  recuperi le  norme contenute nell’art. 8 del decreto “Destinazione Italia”, stralciate dal precedente Governo Letta.
 

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