Secondary ticketing, Agcom multa bagarino digitale per 675 mila euro (Foto Pixabay)

Prima sanzione da 675 mila euro a un bagarino digitale. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato la prima multa nei confronti di una persona fisica per la rivendita illegali di biglietti per spettacoli, quel secondary ticketing che fa lievitare a dismisura i prezzi degli eventi live.

Secondary ticketing, il fenomeno

Il fenomeno riguarda la rivendita non autorizzata dei biglietti per spettacoli, concerti, festival, eventi sportivi, titoli acquistati dai canali primari autorizzati (punti vendita fisici/box offices, siti degli organizzatori, siti internet di rivendita primari). Si tratta di un mercato illegale nel quale i titolari rivendono i loro biglietti a un prezzo più alto di quello iniziale, spesso molto superiore al prezzo originale di acquisto.

La violazione, spiega l’Agcom, “riguarda ben 90 eventi” e la sanzione è pari a 675 mila euro “tenuto anche conto dell’illecito arricchimento conseguito dal rivenditore non autorizzato”.

Attraverso il supporto del Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di Finanza, prosegue l’Agcom, “è emerso un sofisticato sistema fraudolento grazie al quale i soggetti coinvolti sono riusciti ad assicurarsi, tramite costanti e frazionate operazioni di acquisto l’accaparramento massivo di biglietti relativi ad eventi di spettacolo e sportivi dal mercato primario con il solo e unico scopo di rivenderli nel mercato secondario e a prezzi maggiorati”.

L’Autorità ricorda che è vietata la messa in vendita o comunque il collocamento di biglietti da parte di soggetti non autorizzati, siano essi persone giuridiche o, come in questo caso, persone fisiche, e che la violazione, una volta accertata è sanzionabile con sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro per ogni condotta

UNC: situazione rimane “vergognosa”

Per l’Unione Nazionale Consumatori la situazione relativa alla rivendita illegale di biglietti per spettacoli e alle dimensioni del secondary ticketing rimane “vergognosa”.

«Purtroppo, il fenomeno prosegue nonostante la nostra prima denuncia risalga ormai al lontano febbraio del 2016, quasi 10 anni fa – spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – Da allora, nonostante alcuni successi, come la prima condanna dell’Antitrust arrivata, grazie al nostro esposto, nell’aprile del 2017 e gli interventi normativi in materia, c’è chi continua ancora allegramente a speculare».

«Ci si interroga, ad esempio, come sia possibile riuscire ancora oggi ad accaparrarsi biglietti in modo massimo sul mercato primario – prosegue Dona – e se gli organizzatori di eventi e i rivenditori usino tutte le precauzioni necessarie per impedire queste attività fraudolente, altrimenti anche questi soggetti dovrebbero essere considerati responsabili per i danni che subiscono gli spettatori».

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