(Foto di Michelle Raponi da Pixabay)
Spreco alimentare, Agenzia europea per l’ambiente: servono misure più efficaci
Nell’Ue nel 2022 lo spreco alimentare è pari a circa 132 kg di cibo a persona. Un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente spiega che servono misure più efficaci per evitare che, col cibo, vengano sprecati suolo, acqua ed energia, con un impatto sul clima e sulla biodiversità
Servono misure più efficaci per affrontare il tema dello spreco alimentare in Europa. Quanto il tema dello spreco alimentare sia cruciale viene ribadito a più riprese, a livello europeo e nazionale, date le implicazioni non solo etiche ma anche economiche e ambientali dello spreco di cibo. Nell’Unione europea lo spreco alimentare è pari, nel 2022, a circa 132 kg di cibo a persona, poco più di 59 milioni di tonnellate di alimenti, e gli impatti ambientali ed economici sono elevati, secondo il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) ” Prevenire gli sprechi in Europa : progressi e sfide, con un focus sugli sprechi alimentari “ .
La valutazione fornisce l’ultimo controllo biennale sulle azioni di prevenzione degli sprechi tramite dati e tendenze che l’EEA effettua a supporto della direttiva quadro sui rifiuti dell’UE. La valutazione aggiorna le misure di prevenzione dello spreco alimentare.
E afferma che “prevenire lo spreco alimentare è sia urgente che necessario, dati gli elevati impatti dello spreco alimentare sul cambiamento climatico, ma anche per proteggere la biodiversità, ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza alimentare”.
Spreco alimentare, clima e biodiversità
Lo spreco alimentare rimane elevato. E lungo tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione, dalla vendita al dettaglio alla ristorazione per arrivare alle famiglie, è ancora difficile prevenirlo e ridurlo. Lo spreco alimentare, spiega l’Agenzia, è responsabile di circa il 16% delle emissioni totali di gas serra del sistema alimentare dell’UE. E secondo la Commissione europea, le perdite economiche sono stimate in 132 miliardi di euro all’anno a causa dello spreco di cibo.
È un tema cruciale, con implicazioni etiche e ambientali, perché sprecare cibo significa sprecare tutte le risorse necessarie per produrlo: acqua, energia, suolo. Il ricorso a pesticidi diventa ancora più problematico perché il loro impiego ha un impatto su suolo, terreni e acqua senza che il cibo venga poi consumato. Il tutto rappresenta una minaccia per la biodiversità mentre l’agricoltura, guidata da produzioni non sostenibili, rimane la causa principale della perdita di biodiversità.
Dati Eurostat evidenziano che nel 2022 lo spreco alimentare, pari a 132 kg a persona, si concentra per il 55% a livello domestico, per il 19% a livello di produzione, per l’11% a livello distributivo. La ripartizione è costante dal 2020 in avanti, ma nel 2020 lo spreco complessivo risultava inferiore ed era stimato il 128 kg a persona di cibo.
Gli Stati europei hanno investito soprattutto in campagne di monitoraggio, sensibilizzazione ed educazione contro lo spreco alimentare, mentre è rimasto limitato il ricorso a misure diverse quali sussidi e incentivi finanziari per prevenire lo spreco di cibo.
L’Unione europea, ricorda l’EEA, sta per adottare due obiettivi vincolanti di riduzione dello spreco alimentare che sia gli stati sia la Ue dovranno raggiungere nel 2030: una riduzione del 10% degli sprechi alimentari nella lavorazione e nella produzione e una riduzione pro capite del 30% a livello di vendita al dettaglio e consumatore.
Secondo il rapporto dell’Agenzia, le strategie di prevenzione degli sprechi dovrebbero essere integrate meglio nelle politiche su clima e biodiversità perché la riduzione degli sprechi alimentari può ridurre le emissioni di gas serra, nonché il consumo di terra, acqua e materiali utilizzati nella produzione alimentare. Inoltre, secondo una “gerarchia dell’uso alimentare”, i prodotti alimentari vanno usati in modo più efficiente. Ad esempio “il cibo in eccesso dovrebbe essere donato o trasformato in mangime per animali anziché essere riciclato”, evidenzia l’Agenzia.

