Biglietti per il Colosseo, associazioni: prosegue il secondary ticketing (Foto di lolsanches da Pixabay)
Biglietti per il Colosseo, associazioni: prosegue il secondary ticketing a danno dei consumatori
La multa dell’Antitrust per i biglietti al Colosseo dimostra che il secondary ticketing prosegue a danno dei consumatori: così le associazioni davanti alla sanzione dell’Autorità
Quello che alla fine paga è il consumatore. Il turista. L’appassionato di arte e cultura. E il caso del Colosseo, con l’Antitrust che ha appena deciso una multa da quasi 20 milioni di euro per i servizi di biglietteria al Parco Archeologico per la prolungata indisponibilità di biglietti di accesso all’area, “è l’ennesima dimostrazione che in Italia l’odioso fenomeno del “secondary ticketing” prosegue senza sosta”. È quanto commenta il Codacons davanti alla multa dell’Antitrust.
«I biglietti di concerti ed eventi, ma anche quelli di ingresso ad importanti siti culturali come il Colosseo, spariscono a tempo di record dai canali ufficiali per comparire sui siti secondari a prezzi maggiorati, raggiungendo in alcuni casi livelli astronomici – afferma il presidente Carlo Rienzi – Un fenomeno che crea danni economici da centinaia di milioni di euro all’anno agli utenti e che le norme finora introdotte non hanno saputo arginare. Una pratica ancor più grave quando colpisce aree storiche e siti culturali che sono patrimonio di tutti, e per il cui accesso cittadini e turisti sono costretti a subire le tariffe maggiorate degli operatori turistici che si accaparrano i biglietti e che obbligano gli utenti ad acquistare servizi aggiuntivi non richiesti».

UNC: “Norme su secondary ticketing vanno estese a musei”
È un tema che sta a cuore alle associazioni dei consumatori così come a tutti coloro che non trovano i biglietti di ingresso (questa l’argomentazione dell’Antitrust nel caso del Colosseo) anche a causa di fenomeni di accaparramento attraverso strumenti automatizzati.
Spiega il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona: «Si trattava di una situazione vergognosa. Era inaccettabile che sulla vendita dei biglietti del Colosseo, ossia del più famoso monumento italiano, ci fosse chi ci guadagnava illecitamente, speculando allegramente sulle tasche dei consumatori e dei turisti».
Sostiene ancora Dona: «Avevamo chiesto, però, quando era stata aperta l’istruttoria, anche una modifica legislativa per rafforzare le tutele dei consumatori, per prevenire questi fenomeni. Le norme contro il secondary ticketing, infatti, riguardano in via più generale gli eventi e le attività di spettacolo, come ad esempio i concerti, più che la vendita ordinaria di un ingresso al museo. Ad esempio, il Decreto Legislativo 7 marzo 2023, n. 26, che ha attuato la direttiva (UE) 2019/2161, ha ampliato l’elenco delle pratiche commerciali ingannevoli previsto dall’art. 23 del Codice del Consumo, vietando di rivendere ai consumatori biglietti per eventi se il professionista ha acquistato tali biglietti utilizzando strumenti automatizzati per eludere i limiti imposti riguardo al numero di biglietti che una persona può acquistare o qualsiasi altra norma applicabile all’acquisto di biglietti. Ebbene, questa vicenda dimostra che questo articolo va ampliato e rafforzato e che anche per i biglietti dei musei occorrono precisi vincoli. Per questo chiediamo l’intervento del Ministro della cultura».

