Vendite al dettaglio

Vendite al dettaglio, i dati di marzo 2021

A febbraio le vendite al dettaglio salgono su base mensile di oltre il 6% perché gli italiani tornano a comprare beni non alimentari. Il confronto annuale è però ancora di flessione.

Rispetto a febbraio dello scorso anno, a febbraio 2021 le vendite al dettaglio diminuiscono del 5,7% in valore e del 7% in volume, con una flessione simile sia per i beni non alimentari (-6,0% in valore e -7,8% in volume) e per i beni alimentari (-5,5% in valore e -5,6% in volume). Vanno giù le vendite in tutti i negozi e supermercati. L’unica eccezione, sulla scia di una tendenza che dura ormai da diverso tempo, è il commercio elettronico che continua a segnare aumento un aumento di vendite a due cifre.

Vendite al dettaglio, febbraio 2021

I dati sulle vendite al dettaglio diffusi oggi dall’Istat dicono che, a febbraio 2021, si stima un aumento su base mensile del 6,6% in valore e del 7,2% in volume.

La crescita è dovuta al marcato recupero dei beni non alimentari (+14,8% in valore e +15,4% in volume), mentre i beni alimentari sono in calo (-2,4% in valore e -2,2% in volume).

 

istat vendite al dettaglio
Istat vendite al dettaglio beni non alimentari, febbraio 2021

 

Prodotti non alimentari: su solo il tech

L’andamento delle vendite al dettaglio su base annuale dice che gli italiani continuano a comprare solo dotazioni per l’informatica e la telefonia ed elettrodomestici. Vanno giù tutte le altre vendite, soprattutto quelle di calzature e articoli da viaggi, prodotti farmaceutici, prodotti di profumeria e cura persona, abbigliamento. Come pure ci sono cali di vendite per casalinghi, giochi e giocattoli, libri e riviste.

C’è insomma un elenco di segno meno fatta eccezione delle vendite per dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+12% su base annuale) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (+8,9%). Le flessioni maggiori riguardano calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-12,7%) e prodotti farmaceutici (-12,3%).

Giù tutti i negozi, sale il commercio elettronico

Rispetto a febbraio 2020, evidenzia ancora l’Istat, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce in quasi tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (-5,8%), le imprese operanti su piccole superfici (-7,6%) e le vendite al di fuori dei negozi (-6,6%). Si segnala anche la diminuzione dei discount (-1,5%), la prima da marzo del 2019. Solo il commercio elettronico mostra un forte aumento: +35,8%.

«A febbraio 2021 si registra un’ampia crescita congiunturale, trainata dalle vendite dei beni non alimentari, in notevole recupero rispetto ai livelli depressi degli ultimi tre mesi – commenta l’Istat –  In termini tendenziali, invece, permane un calo marcato, sia nel settore alimentare sia in quello non alimentare».

 

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Le vendite al dettaglio, la crisi e il gap da colmare

A febbraio le vendite al dettaglio salgono del 6,6% rispetto a gennaio mentre scendono del 5,7% su febbraio 2020. Per l’Unione Nazionale Consumatori sono comunque «dati incoraggianti».

«Il crollo annuo delle vendite del 5,7% dimostra che sia ancora ben lungi dall’essere usciti dal tunnel della crisi, ma era atteso, visto che febbraio 2020 è stato l’ultimo mese pre-lockdown – commenta il presidente UNC Massimiliano Dona – Preoccupa poi la caduta sia mensile che annua delle vendite alimentari. In ogni caso il rialzo del 14,8% delle vendite non alimentari è consistente e fa ben sperare nel futuro».

In ogni caso rimane alto il gap con il periodo pre-crisi, evidenzia il Codacons. «I numeri dell’Istat – dice il presidente Carlo Rienzi – confermano gli allarmi lanciati a più riprese dal Codacons circa la grave crisi del commercio che prosegue anche nel 2021 coinvolgendo, stavolta, tutti i settori: grande distribuzione, discount e piccoli negozi vedono un tracollo delle vendite, e a salvarsi è solo l’e-commerce, che anche a febbraio registra crescite a due cifre. Di tale situazione drammatica fanno le spese i piccoli negozi, con gli esercizi non alimentari che segnano un calo delle vendite del -9,1% su anno, a tutto vantaggio del commercio online, a dimostrazione di come il Covid abbia radicalmente modificato le abitudini di acquisto degli italiani».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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