Caso Dentix, due vittorie per i pazienti
Caso Dentix, Confconsumatori: due vittorie contro le finanziarie
Due decisioni in favore dei pazienti coinvolti nel caso Dentix, la catena di cure dentistiche che dopo il lockdown ha lasciato nei guai, e senza cure, centinaia di consumatori
Le società finanziarie devono migliorare eticamente, in trasparenza, il rapporto che si innesca col cliente finale, consumatore, paziente. È quanto afferma Confconsumatori che torna sul caso Dentix – catena di cliniche dentistiche che dopo il lockdown del 2020 non ha più riaperto, lasciando nei guai centinaia di pazienti alle prese con finanziamenti che continuavano a correre.
L’associazione torna sul caso Dentix perché ha vinto due procedimenti arbitrali in favore di tre associati di Massa Carrara (in un caso infatti erano stati moglie e marito ad accedere al finanziamento per cure Dentix).
Nei casi di specie gli associati Confconsumatori non avevano accettato accordi stragiudiziali al ribasso proposti dalla finanziaria. Per questo motivo hanno deciso di proporre le procedure arbitrali dinanzi all’arbitro bancario della Banca d’Italia, che dopo circa 8 mesi ha deciso in favore dei consumatori.
Nei due lodi arbitrali, che saranno pubblicati sui siti internet www.confconsumatoritoscana.it e www.confconsumatori.it, è stata accertata l’esiguità delle prestazioni svolte dalla Dentix al momento della improvvisa chiusura e la situazione di estremo disagio e danno nella quale sono stati lasciati i pazienti.

Caso Dentix, rate da restituire
Le due decisioni, spiega l’avvocato Francesca Galloni di Confconsumatori Toscana, hanno così confermato la linea intrapresa dall’associazione. Oltre a non dover pagare più niente alla finanziaria, agli associati devono quindi essere restituite tutte le rate pagate ammontanti a circa euro 3000 in un caso e circa 1500 nell’altro.
Per l’Avvocato Francesca Galloni, «l’arbitro nelle due determine ha espresso dei principi di fondamentale importanza nell’ottica della tutela del consumatore riconoscendo espressamente che al fine di accertare il diritto del consumatore alla risoluzione del contratto di credito, il Collegio è competente a valutare incidentalmente, sulla base delle risultanze acquisite, se, con riferimento al contratto di fornitura, ricorrono le condizioni di cui all’art. 1455 c.c ovvero è competente – al fine di dirimere la lite tra consumatore e società che ha finanziato le cure mai eseguite, la quantità dei servizi (già pagati) non eseguiti dello studio dentistico e quindi statuire sulla gravità dell’inadempimento del fornitore che giustifica lo scioglimento- ai sensi dell’articolo 125 quinques TUB anche del contratto di finanziamento (mutuo di scopo) e la ripetizione delle rate eccedenti pagate».
I pazienti Dentix che hanno ancora problemi con le finanziarie e hanno finanziato cure mai eseguite possono dunque contattare le sedi Confconsumatori.
Alla luce delle decisioni della Banca d’Italia Confconsumatori «confida che le finanziarie abbandonino il contenzioso e rifondano i loro clienti. A livello generale e per il futuro – prosegue l’associazione – Confconsumatori ribadisce la necessità da parte di finanziarie e studi medici di migliorare eticamente, anche in punto di trasparenza, il rapporto che si innesca col cliente finale/consumatore/paziente perché il caso Dentix dimostra come allegramente le finanziarie abbiano confidato sulla solidità di una società praticamente fallita dalla mattina alla sera e la maniacale collocazione da parte di Dentix di prestiti con società bancarie e finanziare prescelte al fine di ottenere immediatamente il pagamento di prestazioni/cure future che durano anni».

