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Catene dentistiche private e sanità pubblica, le cure dentistiche dopo il caso Dentix

Le catene dentistiche «hanno rappresentato una modalità di accesso a cure odontoiatriche con spese generalmente più contenute e con forme di pagamento più comode». A partire da questa considerazione, e dopo il caso Dentix, Confconsumatori chiede che sul tema delle cliniche odontoiatriche private e delle cure dentistiche si passi da una mossa fondamentale: potenziare il sistema pubblico, che di fatto ha abdicato all’assistenza odontoiatrica dei pazienti.

Il problema delle catene dentistiche

Perché si parla di catene dentistiche? In questi giorni, spiega Confconsumatori, è in discussione un emendamento in Senato che porterebbe alla chiusura delle società odontoiatriche che agiscono in veste di società di capitali per consentire di esercitare solo in forma di studi associati o società tra odontoiatri.

Dopo il caso Dentix e la chiusura della catena, e l’assistenza ai pazienti danneggiati, Confconsumatori riconosce che «il problema delle catene dentistiche esiste e va affrontato con serietà, ma avendo cura – anzitutto – di non arrecare ulteriori danni ai consumatori».

L’emendamento in discussione prevede che l’attività odontoiatrica in forma societaria sia consentita esclusivamente ai modelli di società tra professionisti iscritte al relativo albo professionale. Questo escluderebbe dunque le società di capitali che oggi controllano studi o cliniche dentistiche.

 

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Crisi Dentix continua

 

Il caso Dentix

Il caso delle cliniche Dentix è esploso dopo il lockdown della scorsa primavera, quando la catena di cliniche dentistiche non ha riaperto, lasciando nei guai centinaia di pazienti. In molti si sono ritrovati con cure dentistiche iniziate e rimaste in sospeso e con rate mensili da pagare e finanziamenti che correvano, incerti però sull’effettiva possibilità di riprendere cure, terapie ed interventi.

Le associazioni dei consumatori hanno protestato e chiamato in causa le stesse società finanziarie, che continuavano a chiedere il pagamento dei finanziamenti. Poi sono arrivate delle proposte conciliative, alcune volte con rimborsi, altre con l’offerta della possibilità di continuare le cure dentistiche interrotte con altri studi convenzionati, continuando a pagare il finanziamento.

Ma non sono mancati i problemi per i consumatori perché alcune finanziarie hanno aperto ai rimborsi, altre invece hanno dato risposte discordanti. Confconsumatori si è attivata, ha inviato molte lettere di diffida alla società e pec di contestazione alle finanziarie chiedendo la risoluzione dei contratti di finanziamento con la restituzione delle rate pagate. E ha presentato una serie di ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario.

Cure dentistiche, il sistema pubblico ha abdicato

Per Confconsumatori l’emendamento è da rivedere.

Il problema delle cure dentistiche è insomma complesso e la mossa di chiudere un mercato libero dopo averlo aperto «oltre a dubbi di incompatibilità con le prevalenti norme europee in materia di concorrenza, non comporterebbe un automatico beneficio per i pazienti avendo, di fatto, il sistema sanitario pubblico abdicato alla sua funzione di assistenza in materia odontoiatrica – denuncia Confconsumatori – Le catene dentistiche, infatti, hanno rappresentato una modalità di accesso a cure odontoiatriche con spese generalmente più contenute e con forme di pagamento più comode. Ciò premesso, è evidente che “l’affaire” Dentix abbia provocato un grosso problema per migliaia e migliaia di consumatori, di cui 500 assistiti da Confconsumatori, e ponga una serie di problematiche che la politica ha l’obbligo di affrontare».

Più che proporre chiusure, ai pazienti va garantita la possibilità di curarsi. E dunque per l’associazione bisogna garantire più fondi e risorse al sistema sanitario pubblico che «da decenni considera ormai le patologie dentistiche come un lusso e non come malattie. Solo il 4% delle cure dentistiche che servono agli Italiani vengono erogate da strutture pubbliche e tutto ciò è inaccettabile».

La proposta è quella di partire dal potenziamento delle strutture sanitarie. E di prevedere invece per le catene dentistiche una serie di norme a tutela dei pazienti in materia di solvibilità ed affidabilità patrimoniale delle stesse.

Confconsumatori fa appello anche alle imprese. Chiede di avviare un confronto con le associazioni dei consumatori per migliorare la qualità dei servizi intervenendo sul rapporto fra centro dentistico e pazienti, su certificazione dei materiali usati e procedure di conciliazione delle liti. L’obiettivo finale è infatti quello di «garantire maggiore concorrenza nel settore privato e maggiore assistenza anche da parte del servizio sanitario nazionale, affinché nessuno sia lasciato indietro».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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