giuseppe conte

Giuseppe Conte

L’allarme coronavirus blocca l’Italia. La priorità è contenere la diffusione del virus, evitare che si allarghi ulteriormente, consentire al sistema sanitario di reggere l’onda d’urto. Dice oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a la Repubblica: «Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un Paese forte».

E così in un convulso fine settimana, nel quale non sono mancate le polemiche per le anticipazioni del testo diffuse molto prima della firma ufficiale, ieri l’Italia si è svegliata con un nuovo decreto che “chiude” la Lombardia e altre 14 province. Movimenti consentiti solo per esigenze di salute e di lavoro. Scuole chiuse fino al 3 aprile. Chiusi cinema, teatri, palestre e piscine. Sospese le cerimonie civili e religiose, matrimoni e funerali. Cinema, teatri, spettacoli sono fermi anche nel resto d’Italia, dove le scuole saranno chiuse fino al 15 marzo (ma bisognerà vedere se questa data sarà confermata o prolungata). Limitare gli spostamenti il più possibile è la ragione di fondo che sta alla base delle misure di contenimento del virus.

 

 

 

 

Il decreto del Governo

Il decreto, firmato ieri mattina da Conte, prevede la divisione dell’Italia in due zone. E così all’articolo 1 ci sono le Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province  di  Modena,  Parma,  Piacenza,  Reggio  nell’Emilia, Rimini,  Pesaro  e Urbino,    Alessandria,    Asti,    Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.

Il decreto dice di «evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti  motivati  da comprovate esigenze lavorative  o  situazioni  di  necessità  ovvero spostamenti per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

«Ai soggetti con sintomatologia da infezione  respiratoria  e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato  di  rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante».

C’è la quarantena obbligatoria per chi risulti positivo. Il decreto dispone infatti il «divieto assoluto di  mobilità  dalla  propria  abitazione  o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena  ovvero risultati positivi al virus».

Il secondo articolo prevede invece “Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19”.

Qui il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg 

 

 

 

La direttiva del Viminale: così saranno fatti i controlli

Dal Ministero dell’Interno è arrivata poi la direttiva ai prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” dove si trovano le indicazioni specifiche sulle limitazioni agli spostamenti richieste ai cittadini. Cui sarà chiesta un’autodichiarazione, formula questa che evidenzia il ruolo della responsabilità personale e individuale.

Le indicazioni del Viminale prevedono che «gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus».

«I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti». Verranno dunque fatti dalla Polizia stradale sulla viabilità principale, dall’Arma dei carabinieri e dalla municipale.

Nel trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà «la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi “termoscan”. Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni».

L’autocertificazione sarà chiesta negli aeroporti delle aree a “contenimento rafforzato”. Ancora. «Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso».

Ci saranno controlli a Venezia per i passeggeri delle navi da crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza.

Le sanzioni

Quali sanzioni per chi non si attiene a queste disposizioni? Arresto fino a tre mesi o ammenda, ma potrebbe scattare anche il reato di delitto colposo contro la salute pubblica.

«La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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