Procreazione assistita in Italia? La gran parte dei trattamenti viene effettuata in centri pubblici e privati convenzionati. Diminuisce il numero di coppie, gravidanze e nati con tecniche di inseminazione semplice mentre aumentano per le tecniche di fecondazione di II e III livello. Nel 2014 il totale dei nati vivi con tutte le tecniche è stato di 12.658, il 2,5% dei nati in Italia. La percentuale di gravidanze per ciclo resta stabile è del 10,0% per inseminazione semplice e del 19,4% per tecniche a fresco di II e III livello.
E’ il quadro che emerge dalla Relazione annuale sullo stato di attuazione della legge 40”  in materia di procreazione medicalmente assistita (PMA) trasmessa dal Ministero della salute al Parlamento.
Restano costanti le gravidanze gemellari, mentre i parti trigemini sono l’1,2%, il doppio della media europea che è del 0,6.%. Costante anche la perdita di informazioni rispetto agli esiti delle gravidanze: nel 2014 non si ha notizie dell’esito dell’11,8% delle gravidanze accertate (11,4% nel 2013). Aumenta del 29,9% il numero degli embrioni crioconservati e aumenta il numero di cicli con congelamento di embrioni, mentre continua a diminuire quello dei cicli di congelamento degli ovociti. Continua infine ad aumentare l’età delle donne che accedono alla PMA, che è 36,7 anni per le tecniche a fresco di II e III livello, e della percentuale di donne che vi accedono con oltre 40 anni, che è del 32,9%. Le gravidanze iniziate da 43 anni in su hanno un esito negativo nel 49,5% dei casi.
Il Ministero ricorda che ad aprile 2014 la Consulta ha tolto il divieto di applicazione di tecniche di PMA di tipo eterologo, pertanto nel 2014 l’applicazione di queste tecniche è stata limitata e i dati raccolti, 236 cicli iniziati, non permettono valutazioni epidemiologiche.
Il Ministero della salute pone la fertilità al centro delle politiche sanitarie italiane; ha promosso dal 2015 il “Piano nazionale per la fertilità” che prevede il coinvolgimento dei professionisti sanitari per interventi di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie dell’apparato riproduttivo, di ripristino della fertilità naturale e d’indirizzo precoce alle tecniche di PMA per aumentare le possibilità di successo. In questo ambito, il prossimo 22 settembre verrà celebrato il primo Fertility day, giornata nazionale di informazione e formazione sulla fertilità rivolta a richiamare l’attenzione sul tema dei giovani, delle famiglie, dei medici, delle scuole, delle istituzioni locali, delle farmacie e delle società scientifiche.
“Mi auguro – ha dichiarato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – che tutte queste azioni possano avviare processi in grado di aumentare l’attenzione e la cura della fertilità e di condurre a diagnosi di infertilità e a eventuali trattamenti con l’aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini, favorendo così un aumento della natalità nel nostro Paese”.

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