“La gestione dell’antibiotico-resistenza e le conseguenze ad essa correlate rimangono uno i problemi principali, se non il problema principale, della salute pubblica nel nostro paese”: così Marco Tinelli, tesoriere della Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che alla vigilia del congresso nazionale lancia l’allarme sulla diffusione dell’antibiotico-resistenza in Italia.

“E’ evidente che se il Governo non metterà mano ai cordoni della borsa prevedendo che nel DEF 2019 una quota di investimenti sarà dedicata e vincolata alla gestione del problema “antibiotico-resistenza”, almeno per alcune priorità più urgenti ed indilazionabili, il nostro Paese rimarrà il fanalino di coda dell’Europa a scapito di tutti i cittadini”, dice Tinelli.

Di cosa stiamo parlando? La resistenza agli antibiotici è uno dei più grandi problemi di salute pubblica che non solo l’Italia, ma il mondo intero si ritrova ad affrontare. Dati riferiti al 2017 dell’Organizzazione mondiale della sanità e del Centro europeo per il controllo delle malattie infettive dicono che, a causa della resistenza dei batteri agli antibiotici, si verificano 671.689 casi di infezioni, a cui sono attribuibili 33.110 decessi e 874.541 condizioni di disabilità. Di queste infezioni il 63% risultano essere infezioni correlate all’assistenza sanitaria e sociosanitaria. In Italia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le infezioni ospedaliere hanno un’importanza anche maggiore di tante altre malattie non infettive. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi di infezioni ospedaliere (circa dal 5-8% di tutti i pazienti ricoverati).

Sarà questo uno dei temi affrontato nel congresso Simit, previsto dal 2 al 5 dicembre a Torino. In Italia l’andamento delle infezioni negli ultimi dieci anni evidenzia che “le infezioni nei reparti medici sono salite a 12,4 casi ogni 100.000 dimissioni (erano 6,9 nel 2007) con un aumento del 79%, mentre per quelle nei reparti chirurgici da 144,59 casi ogni 100.000 dimissioni a 233,1 casi, con un incremento del 61,2%, ciò malgrado il numero totale dei ricoveri sia molto diminuito di circa 3 milioni”.

Buona parte dell’aumento è legato, spiega la Simit, all’uso eccessivo di antibiotici, in particolare di alcune classi come i chinoloni (ciprofloxacina e levofloxacina) che sono molto usati per la loro facilità di somministrazione per bocca e, di solito, in monodose giornaliera. “Tali antibiotici, oltre a determinare effetti collaterali anche rilevanti, hanno raggiunto un tale livello di resistenza, pari al 50%-60%, tanto che l’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) pochissimi giorni fa, ha emanato un “alert” a tutte le istituzioni sanitarie europee per limitarne drasticamente l’uso – avverte la Simit –  Del resto, secondo i dati forniti dall’ECDC nel 2018, abbiamo il triste primato di essere una delle nazioni europee a più alto consumo di antibiotici insieme a Regno Unito, Finlandia, e Grecia a livello ospedaliero e a livello territoriale insieme a Grecia, Francia e Belgio”.

C’è anche una differenza di consumo notevole di antibiotici a livello regionale: il maggior consumo (dosi di farmaco ogni mille abitanti) si ha in Campania, Puglia, Calabria e Abruzzo. Dice Tinelli: “Molti sono i motivi dei consumi elevati: si va dalle differenti abitudini prescrittive spesso non appropriate nelle varie regioni, sia a livello ospedaliero che territoriale, al non sempre ottimale monitoraggio dei farmaci ed anche alla vendita di antibiotici senza prescrizione nelle farmacie (per fortuna in una percentuale limitata)”.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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