Buone pratiche in sanità, Cittadinanzattiva premia i progetti che mettono le persone al centro

Ci sono progetti di sanità che mettono insieme assistenza al paziente, innovazione tecnologica, umanità. L’umanità che serve per rispondere ai bisogni di salute di chi deve affrontare una malattia. Per premiare le “buone pratiche per l’umanizzazione delle cure in sanità” Cittadinanzattiva ha rilanciato e consegnato oggi il Premio Alesini, quest’anno centrato su innovazione digitale e werfare culturale, elementi centrali dei quattro progetti premiati e dei tre menzionati.

“Si definisce buona pratica – spiega Cittadinanzattiva – ogni iniziativa di successo volta a migliorare contestualmente l’efficienza (nell’accezione di economicità) e l’efficacia (come modalità per soddisfare in maniera adeguata, i bisogni e le aspettative dei cittadini) della gestione ed erogazione dei servizi nel campo della Salute”.

Il premio alla sanità che funziona

È un premio alla salute che funziona, quello di Cittadinanzattiva, che ha ricevuto quest’anno 57 progetti concorrenti, in un’edizione dedicata agli ambiti dell’innovazione digitale e del welfare culturale come strumenti per promuovere l’umanizzazione delle cure.

«Il Premio Alesini è da anni per noi il premio alla sanità che funziona perché mette al centro del sistema le donne e gli uomini, restituendo ai servizi sanitari quella dimensione umana che per natura dovrebbe contraddistinguerli, come ricordava Andrea Alesini, il medico al quale il Premio stesso è dedicato – dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva – La sfida, che da oggi ci impegniamo a portare avanti, è costruire una Rete della buona sanità, fatta di innovazione tecnologica e digitale, di strumenti culturali e di sistema che siano a supporto di servizi sanitari a misura di cittadino e attenti ai loro bisogni di cura ed umanità. E vogliamo farlo insieme ai cittadini e alle associazioni civiche e di pazienti e a tutti i professionisti e alle aziende sanitarie qui presenti e premiati, che ancora una volta mostrano un forte attaccamento al Servizio Sanitario Nazionale, nonostante le difficoltà e le carenze oggettive con le quali facciamo i conti da tempo».

I progetti vincitori

Per l’area innovazione digitale, la giuria ha selezionato il progetto StomyCraft della Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati che ha puntato sulla gamification come strumento per migliorare l’autogestione del paziente pediatrico, e il progetto Tobia della Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, che mette la teleconsulenza al servizio di pazienti con grave disabilità intellettiva e con autismo.

Per l’ambito welfare culturale sono stati selezionati il progetto Spes –  a cura di Asl Torino, Cultural Welfare Center, Società psichiatria, Social Community Theatre Centre – che prevede un percorso di formazione per insegnanti finalizzato a prevenire e identificare precocemente adolescenti a rischio suicidario, e il progetto HelloPet! della Azienda sanitaria di Biella, che punta sulla pet therapy come strumento per migliorare la salute psicofisica dei pazienti costretti a lunghe degenze in ospedale, in particolare bambini e persone con malattie in fase terminale.

I progetti menzionati sono tre: servizi di elettroencefalogramma a domicilio per pazienti fragili ed anziani (presidi ospedalieri di Ravenna, Faenza e Lugo); una app per migliorare l’aderenza terapeutica, in particolare per l’assunzione dei farmaci, nei pazienti con artrite reumatoide (Coordinamento Malattie Rare Piemonte e Valle d’Aosta); la realizzazione di una cartella clinica elettronica per i pazienti in riabilitazione, particolarmente innovativa perché incentrata sull’analisi dei bisogni individuali e sulla valorizzazione del lavoro di equipe medica (Lega del Filo d’oro).


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