Le parole del consumatore: il revenge porn (Foto Pixabay)

Il termine “revenge porn” deriva dall’inglese “revenge” (vendetta) e si riferisce alla condivisione non consensuale di materiale pornografico, in immagini o video, attraverso la rete, con sistemi di messaggistica istantanea o sui social network, senza il consenso della persona ritratta, fatti al mero scopo di nuocere, umiliare o ricattare la vittima. Particolarità di questo tipo di immagini e video è che gli stessi sono girati con il consenso della persona ritratta, ad esempio all’interno di coppie, nell’ambito di momenti intimi consensuali. A essere non consensuale, dunque, non è la realizzazione del materiale pornografico, ma la sua successiva diffusione. Ed è a questo proposito che, prima di iniziare a trattare il tema, è necessario effettuare una doverosa premessa terminologica (fonte: https://www.diritto.it/revenge-porn-definizione-disciplina-prevenzione/#block-f4917a26-7526-453c-b3ac-e633582fe9b9 ).

Revenge porn: impatti e misure di prevenzione

La diffusione di materiale intimo senza consenso avviene di solito per scopi vendicativi, come “punire” l’ex partner che ha deciso di porre fine a una relazione amorosa, oppure per denigrare pubblicamente, ricattare, bullizzare o molestare. Gli effetti di questa pratica possono essere drammatici a livello psicologico, sociale e materiale, causando gravi traumi alle vittime, che possono trovarsi esposte a un’umiliazione pubblica devastante e duratura.

Per prevenire e difendersi da questo fenomeno, è cruciale adottare misure di protezione e gestione consapevole dei propri dati personali. La consapevolezza e la prudenza sono le prime linee di difesa. Spesso, i dati personali vengono immessi dagli stessi utenti nei circuiti di messaggistica e social network, sfuggendo così al controllo e rendendo impossibile la cancellazione una volta diffusi.

Ecco alcune misure per proteggere i dati personali: utilizzo di password forti, e quindi proteggere i dispositivi e le cartelle contenenti file sensibili con password robuste. Sistemi di crittografia, utilizzare gli strumenti di crittografia per rendere illeggibili i file agli altri. Software di sicurezza, ossia l’aggiornamento regolarmente di software antivirus e antintrusione sui dispositivi personali.

Comportamenti responsabili e protezione sui minori

Se si entra in possesso d’immagini o video a contenuto sessualmente esplicito riguardanti altre persone, è fondamentale non diventare complice di comportamenti illeciti. Non diffondere questi contenuti, bensì cancellarli immediatamente e, se ritenuto opportuno, aprire una segnalazione alla polizia postale tramite il sito commissariato di PS online (link: https://www.commissariatodips.it/ ).

I minori possono essere particolarmente vulnerabili a questo tipo di fenomeni, sia come vittime che come destinatari di contenuti espliciti. Anche in questo caso è opportuno sottolineare alcune raccomandazioni per i genitori, ad esempio, una corretta supervisione affinché i bambini piccoli non utilizzino dispositivi digitali da soli. Il monitoraggio, osservando il comportamento online dei minori e spiegando loro l’importanza di non interagire con sconosciuti e di non diffondere informazioni personali, foto o video sui social network.

Strumenti legali di protezione

Se si ha il timore che immagini a contenuto sessualmente esplicito possano essere diffuse senza il consenso, è possibile presentare una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, ai sensi dell’art. 144-bis del Codice in materia di protezione dei dati personali e dell’art. 33-bis del regolamento n. 1/2019 del Garante. Il form per la segnalazione è disponibile sul sito del Garante: (link: https://www.gpdp.it/web/guest/temi/revengeporn .

In caso di segnalazione, il Garante adotterà un provvedimento che sarà notificato alle piattaforme coinvolte, nel tentativo di contrastare la diffusione dei contenuti. Questo strumento è utilizzabile sia dagli adulti che dai minori.

Il revenge porn è una pratica pericolosa che richiede una risposta decisa e informata sia a livello personale che legale. La protezione dei propri dati personali e la consapevolezza sono le prime linee di difesa, ma è altrettanto importante conoscere e utilizzare gli strumenti legali disponibili per contrastare la diffusione non consensuale di materiale intimo.


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