Il ddl omnibus Lorenzin, in discussione alla XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, nato per occuparsi di temi quali la sicurezza alimentare e veterinaria, il benessere degli animali, le professioni sanitarie, con lo stralcio di alcuni articoli ha finito per occuparsi solo delle ultime destando preoccupazioni nell’opinione pubblica. “Siamo d’accordo nel ridare agli Ordini delle professioni sanitarie nuova autonomia finanziaria e gestionale sotto la guida del Ministero della Salute, ma è necessario anche pensare a una riforma che non rischi di creare categorie autogestite e chiuse, quanto piuttosto accessibili e trasparenti. Gli Ordini infatti non sono faccenda esclusiva degli iscritti ma anche e soprattutto dei cittadini che, per primi, “subiscono” le decisioni interne e capiamo tutti quanto siano importanti soprattutto se si tratta di salute” commenta il Movimento Difesa del Cittadino che, alo stesso tempo, sostiene anche “le proposte di modifica del Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti a proposito di una maggiore democrazia nei processi elettivi all’interno degli Ordini stessi, che troppo spesso sono penalizzanti, causa soglie elevate del numero degli iscritti per ottenere il diritto di voto, per le realtà più piccole. Democrazia e trasparenza dovrebbero essere le parole chiave per ridare fiducia, qualità ed efficienza ai cittadini”.


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