Donna muore dopo liposuzione, MC: basta morti per mala chirurgia estetica (Foto Pixabay)
Donna muore dopo liposuzione, MC: basta morti per mala chirurgia estetica
Movimento Consumatori lancia un allarme sulla gravissima mancanza di sicurezza per i cittadini che si sottopongono a interventi di chirurgia estetica in condizioni inadeguate
Basta morti per “mala chirurgia estetica”. E stop al Far West di interventi eseguiti in condizioni inadeguate e pericolose, da strutture che vantano prezzi stracciati ma non garantiscono sicurezza sanitaria. Il Movimento Consumatori lancia un allarme sulla gravissima mancanza di sicurezza e tutela per i cittadini quando si sottopongono a interventi di chirurgia estetica in condizioni inadeguate.
Il caso della pericolosità di interventi eseguiti senza tutela è esploso, di nuovo, dopo il decesso di una donna che si è sottoposta a una liposuzione in uno studio privato di Primavalle, a Roma, privo di autorizzazione – secondo le ricostruzioni – da 13 anni.
Le cronache raccontano che la struttura vantava prezzi bassissimi. Drammatico il resoconto dell’Ansa: “Secondo quanto accertato dalla polizia, la paziente è stata colta da malore dopo pochi minuti dall’avvio dell’intervento. La donna ha subito uno shock, causato da “molteplici cause” non esclusa la somministrazione dell’anestesia, con perdita di conoscenza associata ad una marcata ipotensione. L’equipe avrebbe cercato di rianimare la donna senza immediatamente allertare i soccorsi. La situazione è però precipitata: dallo studio medico è stato chiesto l’intervento di una ambulanza privata con il medico a bordo e del 118. La corsa al policlinico Umberto I è, però, risultata vana”.
MC: La ricerca di un “prezzo migliore” non deve costare la vita
Non è il primo caso che si verifica nella Capitale.
“Le tragedie di Margaret Spada, di Simonetta Kalfus e, più recentemente, di Ana Sergia Alcivar Chenche, morta durante una liposuzione in uno studio privo di autorizzazioni da ben 13 anni, evidenziano un vero e proprio “far west” inaccettabile”, ricorda il Movimento Consumatori.
L’associazione si costituirà parte civile in ogni procedimento, denunciando la facilità con cui personale non qualificato e strutture abusive continuino a operare, mettendo a rischio vite umane.
«MC chiede l’attuazione della riforma annunciata e non ancora attuata – afferma Laila Perciballi, legale di MC – Il ministero della Salute deve attribuire maggiore potere di vigilanza agli Ordini dei medici e rendere le sanzioni disciplinari immediatamente esecutive. Non è più tollerabile che medici sospesi o radiati possano continuare a esercitare la professione per le lungaggini burocratiche della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS). La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta: la ricerca di un ‘prezzo migliore’ non può e non deve costare la vita. È fondamentale garantire un consenso informato chiaro e trasparente ed è tempo di porre fine a questa deregulation che mette in serio pericolo la salute e la vita delle persone».
Denunciare i casi sospetti e verificare i titoli dei medici, avvisa l’associazione.
«Invitiamo tutti i cittadini – commenta Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – a denunciare prontamente alla nostra associazione qualsiasi fatto o situazione sospetta e a verificare sempre l’iscrizione dei medici all’albo dei professionisti e l’autorizzazione delle strutture prima di sottoporsi a qualsiasi intervento. La collaborazione dei consumatori è essenziale per fermare l’esercizio abusivo della professione e tutelare la salute pubblica».

