Autovelox, da domani scattano le nuove regole (Foto Pixabay)
Autovelox, da domani scattano le nuove regole
Scade domani il termine per adeguarsi alle nuove norme sull’installazione degli autovelox. Codacons: “Brutte notizie per i Comuni italiani che fanno cassa attraverso gli autovelox”
Da domani scattano le nuove regole sulla collocazione degli autovelox. Scade infatti il 12 giugno il termine per adeguarsi alle norme sull’installazione degli autovelox, varate dal Ministero dei Trasporti nel 2024. Gli autovelox dovranno essere autorizzati dai prefetti e cambiano le regole sulla distanza fra i dispositivi.
In sintesi: stop agli autovelox se non sono omologati; cambiano le regole sul posizionamento e sulle distanze minime; per installare i rilevatori di velocità servirà il parere dei Prefetti. Gli autovelox non omologati dovranno essere disattivati. La novità riguarda appunto la querelle su approvazione vs omologazione: sono procedimenti diversi per cui, se l’autovelox è approvato ma non omologato, le multe – secondo la Cassazione – sono da cancellare.
Autovelox, Codacons: “Tegola per i comuni”
A ricordare l’appuntamento di domani è il Codacons che parla di “tegola per i Comuni” in riferimento a quanti fanno cassa attraverso le multe degli autovelox. Secondo quanto denunciava l’associazione un mese fa, “l’impasse sul fronte degli autovelox mette a rischio oltre 40 milioni di euro di incassi annui solo nelle grandi città” e rischia di “mandare in tilt i bilanci di centinaia di piccoli comuni che fanno cassa grazie agli apparecchi di rilevamento automatico della velocità installati sul proprio territorio”.
Da domani 12 giugno, dunque, scade il termine entro cui le amministrazioni locali devono adeguarsi alle nuove disposizioni in tema di autovelox introdotte dal decreto del Mit dell’11/04/2024 (GU n. 123 del 28/05/2024), entrato in vigore il 12 giugno 2024, che riconosceva un anno di tempo agli enti locali per conformarsi alle nuove misure. La stretta interesserà diversi aspetti.
Autovelox, cosa cambia
Il Codacons riepiloga le novità più rilevanti.
I tratti di strada su cui gli autovelox potranno essere utilizzati dovranno essere individuati con un provvedimento del prefetto, e solo se ricorrono una o più delle seguenti condizioni: elevata incidentalità da velocità nel quinquennio precedente; impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata della violazione; velocità dei veicoli in transito mediamente superiore ai limiti consentiti.
La distanza minima tra due diversi dispositivi mobili è fissata in 4 km su autostrade; 3 km su strade extraurbane principali; 1 km su strade extraurbane secondarie, locali e itinerari ciclopedonali; 1 km su strade urbane di scorrimento; 500 metri su strade urbane di quartiere e urbane locali. Per le postazioni fisse: 500 metri in ambito urbano e nelle zone di confine con l’ambito extraurbano.
La distanza tra il segnale del limite di velocità e l’autovelox deve essere di almeno: 1 km su strade extraurbane; 200 m su strade urbane di scorrimento; 75 m su altre strade.
La collocazione di autovelox può avvenire: su strade urbane di scorrimento solo se il limite massimo di velocità consentito è pari a quello previsto per quel tipo di strada (comunque non inferiore a 50 km/h); su strade urbane di quartiere e urbane locali solo se il limite massimo di velocità consentito è pari a quello previsto per quel tipo di strada (50 km/h); su autostrade, extraurbane principali, extraurbane secondarie, extraurbane locali solo se il limite di velocità imposto è pari o comunque non inferiore di oltre di 20 km/h rispetto a quello previsto per quel tipo di strada (ad esempio, se su una strada extraurbana il limite previsto dal Codice è normalmente di 110 km/h, il dispositivo può essere utilizzato solo se il limite è fissato ad almeno 90 km/h, ma non per limiti inferiori).
Assoutenti: il Mit vari il decreto sull’omologazione degli autovelox
Assoutenti spiega che le nuove misure sugli autovelox “rischiano di essere del tutto vanificate dall’assenza dell’atteso decreto Mit sull’omologazione degli apparecchi di rilevazione della velocità”. Il caso è sempre quello della mancata omologazione degli apparecchi.
«Anche in presenza di disposizioni che disciplinano meglio le regole sugli autovelox, le strade italiane rischiano di rimanere orfane degli strumenti di rilevazione se non sarà varata al più presto una seria regolamentazione circa l’omologazione di tali apparecchi – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Le decisioni della Cassazione che annullano le multe elevate da autovelox approvati ma non omologati si stanno moltiplicando, così come i ricorsi da parte degli automobilisti, con conseguenze non indifferenti sul fronte della sicurezza stradale e sulle casse degli enti locali». L’associazione sollecita il Ministero dei Trasporti a varare il provvedimento, atteso da 33 anni.

