L’appello: “Non possiamo fare a meno del Servizio sanitario pubblico” (Foto Pixabay)
In difesa della sanità. L’appello: “Non possiamo fare a meno del servizio sanitario pubblico”
“Non possiamo fare a meno del Servizio sanitario pubblico”: è l’appello lanciato nei giorni scorsi da 14 personalità del mondo scientifico e della ricerca sanitaria italiana per garantire un adeguato finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Movimento Consumatori: finanziamento del SSN è priorità assoluta
“Non possiamo fare a meno del servizio sanitario pubblico”: è l’appello lanciato nei giorni scorsi da 14 personalità del mondo scientifico e della ricerca sanitaria italiana per garantire un adeguato finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’appello afferma che è necessario “un piano straordinario di finanziamento del SSN e specifiche risorse devono essere destinate a rimuovere gli squilibri territoriali”.
Ha fatto molto notizia perché mette nero su bianco le carenze attuali del Servizio sanitario nazionale ed evidenzia la sua centralità e la sua importanza in quanto storia di successo: è il Servizio sanitario pubblico ad aver garantito all’Italia la crescita dell’aspettativa di vita dei suoi cittadini. La sanità pubblica ha dato agli italiani 10 anni di vita in più ma oggi è in crisi.
Appello per il servizio sanitario pubblico
“In Italia una delle più grandi conquiste della Repubblica è il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che ha contribuito significativamente a migliorare prospettiva e qualità di vita e a ridurre le disuguaglianze socioeconomiche – si legge nell’appello – Negli ultimi decenni, in un contesto di marcato miglioramento delle condizioni generali di salute della popolazione mondiale, l’Italia si caratterizza per il maggior incremento – tra i Paesi ad alto reddito – dell’aspettativa di vita, passata da 73,8 a 83,6 anni tra il 1978 (che è l’anno di creazione del SSN) e il 2019. Ma se segnali preoccupanti si percepivano già prima del 2019, dopo la pandemia molti dati dimostrano che il sistema presenta inequivocabili segni di crisi: frenata o arretramento di alcuni indicatori di salute, difficoltà crescente – e talora insostenibile – di accesso ai percorsi di diagnosi e cura, aumento delle diseguaglianze regionali e sociali, per citare solo i problemi più importanti”.
Fra le cause ci sono l’evoluzione tecnologica con l’aumento dei costi, l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento degli scenari delle malattie, le difficoltà della finanza pubblica. Il risultato è che il Servizio sanitario nazionale oggi è fortemente sottofinanziato: al SSN nel 2025 sarà destinato circa il 6,2% del PIL, meno di quanto (6,5%) accadeva 20 anni fa.
Il pubblico garantisca urgenze e ricoveri per acuzie ma c’è un’altra parte dell’assistenza, visite specialistiche, accertamenti diagnostici, piccola chirurgia, per la quale “la popolazione è costretta a rinviare gli interventi o indotta a ricorrere al privato e alle assicurazioni. Progredire su questa china, oltre a essere contrario al dettato costituzionale (Art. 32), potrebbe portarci verso il modello USA, che è chiaramente il più oneroso (spesa media più che tripla rispetto all’Italia) e meno efficace (aspettativa di vita inferiore di sei anni)”.
Per i firmatari, che ripercorrono la necessità di intervenire sull’edilizia ospedaliera, sulla valorizzazione del personale sanitario, sulla prevenzione e sulla continuità assistenziale, “la vera emergenza è adeguare il finanziamento del SSN agli standard dei Paesi europei avanzati (8% del PIL), ed è urgente e indispensabile, perché un SSN che funziona non solo tutela la salute ma contribuisce anche alla coesione sociale”.
Movimento Consumatori sostiene l’appello per salvare il servizio sanitario
Fra le adesioni arrivate c’è quella del Movimento Consumatori che aderisce alla richiesta di portare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale al livello all’8% del Pil per preservare il diritto fondamentale alla salute per tutti i cittadini.
«Non riuscire più a garantire un SSN equo e universale – ha detto Gustavo Ghidini, presidente di Movimento Consumatori – corrisponde a una regressione civile e sociale di un diritto umano fondamentale, sancito dalla Costituzione, a privilegio di censo: l’espressione più odiosa delle diseguaglianze sociali. Mantenere un SSN effettivamente universalistico è un imperativo sociale che attraverso un impegno collettivo e una volontà politica decisa potremo attuare».
“Il SSN, fondamentale pilastro della società italiana, deve essere sostenuto e potenziato affinché continui a garantire un’assistenza sanitaria di qualità per tutti: nessun cittadino dovrebbe essere costretto a rinunciare alle cure necessarie a causa di problemi finanziari o disparità territoriali”, ricorda Movimento Consumatori.
«Chiediamo al Governo – ha aggiunto Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori – di considerare il finanziamento del SSN come una priorità assoluta e di adottare misure concrete per garantire che il nostro sistema sanitario abbia le risorse necessarie per fornire cure e assistenza a tutti i cittadini».

