Tre fatti di cronaca hanno colpito la sanità del Lazio negli ultimi giorni. La Asl di Viterbo è stata coinvolta nei casi di assenteismo e truffa mediante false attestazioni, reati ipotizzati a vario titolo a carico di 23 tra medici, infermieri ed ausiliari in servizio ad una unità operativa dell’ospedale “Belcolle”, che si sono visti recapitare dalla Guardia di finanza provvedimenti di conclusione indagine-avvisi di garanzia, mentre una infermiera è stata sospesa a titolo cautelare dal servizio. È quanto si legge su la Repubblica.

Al San Camillo gli operatori minacciano lo sciopero, a causa delle “inadempienze sanitarie, contrattuali e assistenziali” rilevate nella gestione dell’azienda ospedaliera, che “mettono a rischio i servizi minimi ed essenziali di assistenza”, secondo quanto affermato in una nota la segreteria provinciale Fials di Roma e riportato dal Corriere della Sera. Ancora, si apprende da fonti stampa il caso del decesso, a Tivoli, di due pazienti che, ricoverati in gravi condizioni, sono stati scambiati al pronto soccorso e trasferiti nei reparti sbagliati.

“Lo scandalo della ASL di Viterbo dove 23 persone sono state denunciate per assenteismo e stipendi gonfiati, con un danno da 1,3 mln, la minaccia di sciopero degli operatori dell’Azienda S.Camillo e il caso dei due decessi presso l’ospedale di Tivoli dove due pazienti sono stati scambiati al Pronto Soccorso e portati uno in rianimazione e l’altro in chirurgia, accaduto qualche giorno fa ma venuto alla luce solo ora, impongono una seria e immediata presa d’atto che per la sanità nella Regione Lazio è necessario cambiare decisamente rotta. Si deve aprire una nuova stagione nella governance della sanità laziale”, ha dichiarato il segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio, Elio Rosati.

Secondo Rosati “quanto accaduto fa emergere con chiarezza che non basta fare leggi più o meno buone, serve un monitoraggio costante, una verifica sull’efficacia degli interventi. Cittadinanzattiva Lazio ha attivato con la Regione, in particolare con la Cabina di regia del SSR, incontri mensili sulle criticità della sanità regionale. Le priorità che derivano dalle segnalazioni dei cittadini sono legate alle liste di attesa e ai percorsi per i malati cronici. Oggi è evidente che tale strada può essere la risposta concreta ai bisogni dei cittadini se tale modalità viene ampliata anche a livello territoriale verificando passo passo criticità e soluzioni possibili. Ogni territorio ha sue peculiarità che vanno conosciute, comprese e sostenute. Per questo riteniamo assolutamente urgente che vengano convocate dalla Regione tutte le Direzioni Generali delle ASL e delle AO insieme ai rappresentanti delle categorie professionali e ai rappresentanti delle organizzazioni civiche e dei malati per aprire una sorta di “Stati generali della sanità” dove si avvii un percorso di confronto sulle priorità e sui miglioramenti che i cittadini devono poter avere dal servizio sanitario regionale”.

“Cittadinanzattiva Lazio”, conclude Rosati, “si riserva la possibilità di costituirsi parte civile sui fatti di Viterbo e di Tivoli per la gravità dei fatti e per tutelare i diritti dei cittadini e degli operatori sanitari che, in questa situazione generale, rischiano di essere, insieme ai cittadini, vittime di una mala gestione inaccettabile”.


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