Sanità, arrestata infermiera a Piombino: accusata della morte di 13 pazienti
Un’altra storia agghiacciante che coinvolge un’infermiera dell’ospedale di Piombino: è stata arrestata dai Carabinieri del Nas, accusata dell’omicidio volontario continuato di 13 persone cui avrebbe iniettato bombe di eparina. Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin commenta: “Le notizie che trapelano descrivono una pratica agghiacciante, orrenda. Nella classifica degli orrori stavolta abbiamo raggiunto una delle vette commesse dalla miseria umana”.
“Non è la prima volta che vengono scoperti omicidi in serie che vedono come protagoniste infermiere-killer. Queste figure vanno contro ogni deontologia ed etica medica, che devono essere sempre rivolte al massimo beneficio del paziente – aggiunge il Ministro –Questo episodio mette in evidenza ancora una volta la necessità di una tutela particolare per le persone anziane e più fragili che alle strutture sanitarie affidano la loro esistenza. Va difeso con tutte le nostre forze il valore della vita, in qualsiasi fase, compresa quella dei malati terminali. La difesa della vita è un valore insopprimibile”.
Come sia potuto accadere è ancora un mistero, si chiede Codici che denuncia: “Il male che si annida nella sanità italiana è da ricondurre a lassismo generale e leggi che favoriscono le classi mediche e paramediche, nel caso in oggetto, appare paradossale che ci siano voluti 13 decessi per individuare la ‘mela marcia’, sicuramente potevano esserci gli strumenti per fermarla prima, prestando un po’ di attenzione; ci costituiremo parte civile e ribadiamo il nostro appello: fermiamo il ddl #salvamedici, il ddl che favorisce lo sgravio della responsabilità medica ed impone l’onere della prova al paziente offeso. Cosa potrebbero provare le 13 vittime dell’infermiera, ora che sono decedute??” commenta Ivano Giacomelli del Codici.

