La digitalizzazione della sanità non decolla. Il nostro Paese si trova infatti in fondo a tutte le classifiche europee: ultimi nella ricerca di informazioni sulla salute via Internet (27esimi con il 46% degli italiani cerca informazioni sulla salute online, contro la media UE del 58%). Se si parla di prenotare visite mediche via web, l’Italia occupa il 12°posto. Pochi anche i medici che inviano generici che inviano per posta elettronica le prescrizioni ai farmacisti (con il 9%), così come il vertice della classifica appare lontano anche quando si parla della condivisione dei dati con pazienti e altri operatori sanitari (31%).
I numeri sono quelli di uno studio del Censis che segnala come “nella prospettiva della Strategia Europa 2020 il processo di digitalizzazione della sanità italiana appare ancora in ritardo rispetto alla maggioranza dei Paesi UE sulla base degli indicatori disponibili. Un’Italia ancora ferma all’1.0, se confrontata con il resto d’Europa.
La spesa in Italia per la sanità digitale, secondo l’ultima stima disponibile, è pari a 1.340 milioni di euro nel 2015, che corrisponde all’1,20% della spesa sanitaria pubblica. Per restare al passo potrebbero servire fino a 15 miliardi di euro. “I risultati dell’analisi mostrano che il Servizio Sanitario Nazionale debba realizzare nei prossimi anni un deciso cambio di passo nelle risorse finanziarie da investire in Sanità Digitale”, precisa il Censis, “per stare al passo con i Paesi europei più avanzati in questo settore”.
Più investimenti, ma anche “un piano per ridisegnare il sistema salute del Paese, quello del digital divide, quello della costruzione di una governance nazionale dell’innovazione e di una strategia architetturale complessiva, quello della definizione di una chiara politica della sicurezza e della privacy”, dicono dall’istituto di ricerca.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)