Aumenta il Fondo sanitario nazionale che per il 2017 arriverà a 113 miliardi, con una previsione di 114 miliardi per il 2018. Dal 2013 al 2017 il finanziamento del Fondo sanitario nazionale è aumentato di 6 miliardi di euro, passando da 107 a 113 miliardi, con un incremento del 5,5%.

Il fondo sarà finalizzato a impegni precisi, tra cui assunzioni di personale, nuovi farmaci e vaccini. Per quanto riguarda, in particolare, i farmaci innovativi, il fondo da temporaneo diventa strutturale e garantisce che ogni anno saranno disponibili ben 300 milioni di euro per l’acquisto di medicinali destinati anche alla cura di patologie gravi o fino ad oggi incurabili; inoltre sono stati stanziati 500 milioni di euro per il finanziamento dei farmaci oncologici innovativi.
Con la nuova legge di bilancio sarà garantito un primo sblocco del turnover, con la possibilità di 10mila nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione, che andranno a colmare anche le carenze di personale che caratterizza il Servizio Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda il piano nazionale vaccini, è prevista l’istituzione di un fondo per il concorso al rimborso alle Regioni per l’acquisto dei vaccini previsti dal Nuovo piano nazionale. Il fondo è finanziato con 99 milioni di euro per il 2017 e 186 a decorrere dal 2018.
Per le persone non autosufficienti il fondo è finanziato con 50 milioni ed è destinato all’assistenza.

Viene stabilito, inoltre, un rafforzamento della disciplina sui piani di rientro aziendali, già introdotta lo scorso anno con la legge di stabilità. In particolare, i piani di rientro si applicheranno alle Aziende ospedaliere universitarie, agli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico e agli altri Enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura che presentino uno scostamento pari al 5% dei ricavi o a 5 milioni di euro in valore assoluto (rispetto allo scostamento del 10% o di 10 milioni di euro ora previsto). Secondo la Legge di bilancio 2017, le amministrazioni pubbliche obbligate a ricorrere a Consip o agli altri soggetti aggregatori, nel caso in cui non siano disponibili i contratti con questi e in caso di “motivata urgenza”,possono procedere allo svolgimento di autonome procedure di acquisto. In questo caso l’Anac rilascerà un codice identificativo per partecipare alla gara.

Infine le Regioni, anche quelle commissariate e con piani di rientro, possono presentare programmi di miglioramento con riguardo alle prestazioni sanitarie e che saranno approvati dalla Commissione LEA del Ministero della Salute entro il mese di marzo 2017. Le Regioni che attuano questi programmi potranno ussufruire di un premio pari allo 0,1% del Fondo sanitario nazionale (oltre 112 milioni di euro).

“La notizia del finanziamento del Fondo Sanitario con 113 miliardi per il 2017 è sicuramente positiva. E’ la prima volta dopo tanto tempo, stando alle anticipazioni, che un finanziamento programmato per la sanità pubblica viene effettivamente confermato da una legge dello Stato”. Ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato – Cittadinanzattiva, in merito alle anticipazioni sulla manovra finanziaria.

“Per anni”, ha aggiunto Aceti, “è stato programmato un finanziamento poi disatteso dalla legge di bilancio. Ci riserviamo ovviamente di esprimere una analisi più approfondita dopo la lettura del testo ufficiale della manovra. Rappresenta comunque un segnale importante che i cittadini aspettavano ed è frutto del lavoro di tanti che hanno a cuore la sanità pubblica. Tuttavia restano alcuni nodi da sciogliere, come quello del personale, ancora sotto il fabbisogno, e quello dei farmaci. Non capiamo, infatti, se i 500 milioni previsti vadano a finanziare solo gli oncologici o tutti i farmaci innovativi. Ci auguriamo che questo finanziamento non sia annullato da una nuova spending review imposta ai sistemi sanitari regionali

Un commento arriva anche da Federconsumatori. “È sicuramente utile avere la certezza delle risorse a disposizione per il Servizio Sanitario Nazionale, ma  non sufficiente perché la legge di Bilancio non dice nulla sulla promozione e sul ricorso ai farmaci equivalenti. Non solo, non è chiaro se il Governo intende  ridurre e razionalizzare la spesa o se intende garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale attraverso “alchimie contabili”, limitandosi a trasferire  il costo dei medicinali dal capitolo “spesa ospedaliera” al capitolo “spesa territoriale”.

Federconsumatori chiede, quindi, al Governo trasparenza e chiarezza: “è necessario, in tal senso, provvedere all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale, stanziare risorse congrue per finanziare il “Fondo per i farmaci innovativi” da garantire a tutti i pazienti, senza alcuna discriminazione, promuovere il ricorso ai farmaci equivalenti, fare chiarezza sulla cosiddetta  “sostenibilità del sistema” e sull’accesso alle cure”.


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