Sigarette elettroniche, Confconsumatori: ora tocca al Ministero della Salute (Foto Ruslan Alekso per Pexels)

Confconsumatori interverrà nel procedimento avviato dall’Antitrust nei confronti di Philip Morris per possibile pratica commerciale scorretta nel promuovere le sigarette elettroniche. E si rivolge al Ministero della Salute perché intervenga su un tema che investe la salute, specialmente quella delle giovani generazioni, fra le quali i nuovi prodotti del tabacco sono sempre più diffusi.

La promozione di prodotti “senza fumo”

Nei giorni scorsi l’Antitrust ha reso noto di aver avviato un’istruttoria nei confronti di Philip Morris Italia Spa per possibile pratica commerciale scorretta nel promuovere sigarette elettroniche e altri prodotti similari, utilizzando espressioni come “senza fumo”, “un futuro senza fumo” e “prodotti senza fumo”. Oggi Confconsumatori annuncia che interverrà nel procedimento. E commenta: la riduzione del danno è una strategia di vendita, non una strategia di salute pubblica.

Promuovere un prodotto come “senza fumo”, spiega l’associazione, risulta espressione poco chiara e poco trasparente per i consumatori, che in questo modo non percepiscono il rischio di malattie respiratorie correlato ai nuovi prodotti del fumo. In assenza di combustione come nelle classiche sigarette, i nuovi prodotti e le sigarette elettroniche non sono privi di possibili effetti nocivi. “La nota società del tabacco, in sostanza, ha immesso sul mercato – afferma Confconsumatori – nuovi prodotti, quali sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, con una strategia di vendita basata sul concetto di riduzione del rischio, ma che al contrario possono determinare comunque dipendenza da nicotina, indurre gli ex fumatori a ricadere nella dipendenza e, fatto ancor più grave, gli adolescenti ad acquisirla”.

Strategie di vendita, non di salute pubblica

Evidenze di letteratura, prosegue l’associazione, indicano che “i dispositivi che rilasciano nicotina, come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, possono determinare dipendenza da nicotina come i prodotti tradizionali. L’approccio della riduzione del rischio o del danno – afferma Confconsumatori – non è una strategia di salute pubblica ma una strategia di vendita. La strategia di salute mira invece alla disassuefazione dal fumo e dall’utilizzo di prodotti del tabacco o a base di nicotina”.

Confconsumatori dunque esprime «soddisfazione per l’avvio del procedimento nei confronti del colosso Philip Morris da parte di Agcm per pubblicità ingannevole ed interverrà ad adiuvandum offrendo il proprio contributo per tutte le azioni necessarie a tutela del diritto alla salute dei consumatori italiani».

Contemporaneamente «chiederà al ministero della Salute e all’Istituto superiore della sanità di intervenire fortemente sul tema a tutela del bene salute in particolare per le generazioni future».

Sigarette elettroniche e tendenze nel fumo

Un recente studio dell’Istituto superiore di sanità evidenzia che sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato hanno annullato la tendenza alla discesa dei fumatori negli ultimi anni.

I nuovi prodotti del fumo hanno affiancato le tradizionali sigarette e stanno facendo aumentare i consumatori di fumo più giovani, che già svapano e fumano sin dagli 11 anni e ancor più dai 14 anni, quando sono alle scuole superiori. Fra gli adulti, un italiano su quattro è fumatore abituale (24%). C’è una lenta riduzione della prevalenza del fumo di sigaretta tradizionale ma aumenta l’uso della sigaretta elettronica (per lo più con uso di nicotina) e dei dispositivi a tabacco riscaldato, sia tra i fumatori, che diventano così dediti al poliuso dei prodotti del tabacco, sia fra i “non fumatori” o gli “ex fumatori”, che si espongono ai rischi legati all’inalazione delle sostanze utilizzate nelle sigarette elettronica, ai rischi residuali della combustione del tabacco e alla dipendenza da nicotina.

L’introduzione di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato ha dunque invertito la tendenza alla discesa del fumo nel suo complesso. Da quando sono arrivati sul mercati, spiega l’Iss, c’è una riduzione costante della quota di fumatori esclusivi di sigarette tradizionali (che passano dal 25% del 2014 al 18% del 2024) a favore però di un aumento del poliuso (che sale dall’1,5% del 2014 al 4,8% del 2024).

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