West Nile, 7 casi nel Lazio. Ministero Salute: monitoraggio costante (Foto Pixabay)
West Nile, 7 casi nel Lazio. Ministero Salute: monitoraggio costante
A oggi ci sono una vittima e sei casi confermati nel Lazio del virus West Nile, trasmesso dalle zanzare. Ministero Salute: monitoraggio costante, “andamento epidemiologico in linea con gli altri anni”
I servizi sanitari stanno monitorando il West Nile nel Lazio. Si contano a oggi una vittima e sei casi del virus West Nile, autoctoni (quindi non di importazione dall’estero o da altre regioni) che si sono verificati nella provincia di Latina e nella zona del Pontino. La vittima è un’anziana donna deceduta per le complicazioni neurologiche del West Nile. La ASL di Latina fa sapere che i casi sono sotto controllo clinico e monitorati dai servizi sanitari.
Il virus West Nile si trasmette esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare del genere Culex, e non si trasmette da persona a persona né attraverso il contatto diretto con animali. Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica o si manifesta con sintomi lievi; solo in una piccola percentuale di soggetti fragili possono presentarsi complicazioni più serie. La Asl di Latina “è impegnata in un’intensa attività di sorveglianza e prevenzione, in collaborazione con i Comuni del territorio, i Servizi Veterinari e le Autorità Regionali”.
West Nile, Ministero Salute: monitoraggio costante
Il Ministero della Salute, in una nota di ieri, spiega che “l’andamento epidemiologico è in linea con gli altri anni“.
«Il Ministero della salute monitora costantemente la situazione in stretto raccordo con la Regione Lazio e in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti – ha detto Maria Rosaria Campitiello Capo del Dipartimento di Prevenzione del Ministero – Sono state attivate tutte le misure previste dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025 con il supporto del Gruppo Operativo Arbovirosi».
Prevenzione contro il West Nile
Dalle istituzioni arriva l’invito ad adottare misure di prevenzione: proteggersi dalle zanzare vettori del virus attraverso repellenti per insetti; indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto; applicare zanzariere a porte e finestre; svuotare di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante; cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali; tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.
West Nile, il virus
In Italia, il virus della West Nile Fever è stato segnalato per la prima volta nel 1998 in Toscana, nei cavalli. Da allora sono stati rilevati numerosi casi anche in zanzare, in diverse specie di uccelli e nell’uomo.
I casi umani segnalati nella provincia di Latina e gli esiti di laboratorio su un pool di zanzare a Pontinia e su un cavallo rappresentano, spiega l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, “un’evidenza di circolazione attiva del virus nella parte meridionale del Lazio”. L’Istituto ha rafforzato la rete di sorveglianza.
I sintomi
Il West Nile è una delle arbovirosi (zoonosi causati da virus trasmessi da vettori quali le zanzare) che rientrano nell’attività di sorveglianza speciale in Italia, insieme a malattie come dengue, chikungunya e zika. Le punture delle zanzare sono il principale mezzo di trasmissione. Altri mezzi di infezione documentati, ma molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.
In Italia ormai da diversi anni si verificano nel periodo estivo alcune decine di casi di West Nile (fino ad alcune centinaia negli anni con maggiore incidenza), trasmessi da puntura di zanzara. La maggior parte delle persone non mostra alcun sintomo, spiega l’Istituto superiore di sanità. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e variare molto a seconda dell’età. La sintomatologia può essere più grave negli anziani e nelle persone fragili, ad esempio per malattie pregresse. I sintomi più gravi si verificano in media in meno dell’1% delle persone infette.

