22 aprile, Giornata della Terra. Crisi climatica, un percorso per l’Italia (Foto di PIRO da Pixabay)

“Madre Terra” ci sta invitando all’azione. “La natura sta soffrendo. Gli oceani si riempiono di plastica e diventano più acidi. Il caldo estremo, gli incendi e le inondazioni hanno colpito milioni di persone”. Così le Nazioni Unite per la Giornata della Terra che si celebra il 22 aprile. L’edizione 2023 sarà la seconda celebrata all’interno del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell’ecosistema.

“Gli ecosistemi supportano tutta la vita sulla Terra. Più sani sono i nostri ecosistemi, più sano è il pianeta e la sua gente. Il ripristino dei nostri ecosistemi danneggiati contribuirà a porre fine alla povertà, combattere il cambiamento climatico e prevenire l’estinzione di massa”. L’invito per la Giornata, che nella pagina delle Nazioni Unite è Mother Earth (Madre Terra) è quello di passare a “un’economia più sostenibile che funzioni sia per le persone che per il pianeta” e di promuovere l’armonia con la natura e la Terra.

 

 

Giornata della Terra, cosa fare contro la crisi climatica

E come farlo? Per il contrasto alla crisi climatica, Legambiente in Italia propone di agire su cinque aree di intervento: più rinnovabili, politiche di adattamento al clima, mobilità sostenibile, tutela del suolo, economia circolare.

Queste le richieste dell’associazione ambientalista per la Giornata della Terra 2023. In un video realizzato alla vigilia della ricorrenza, Legambiente sintetizza una serie di minacce per il Pianeta e la biodiversità: crisi climatica, smog, marine litter, consumo di suolo, malagestione dei rifiuti.

Anche l’Italia è fortemente minacciata dall’emergenza ambientale: “dalla crisi climatica che ha accelerato la sua corsa e che solo in Italia nel 2022 ha visto un aumento del 55% degli eventi estremi rispetto al 2021, causando danni e vittime, per passare al cronico problema dell’inquinamento atmosferico che non risparmia le città italiane all’eccessivo consumo di suolo”.

Non c’è più tempo da perdere, allora. Bisogna agire su rinnovabili, adattamento alla crisi climatica, consumo di suolo, mobilità sostenibile ed economia circolare.

Per Legambiente l’Italia deve diventare un hub delle rinnovabili e non del gas, velocizzando gli iter di autorizzazione degli impianti, a partire da quelli fotovoltaici ed eolici; approvare una legge contro il consumo di suolo, che il Paese aspetta da ben 11 anni, e nuove norme per abbattere più velocemente gli edifici abusivi; incentivare la mobilità sostenibile, intermodale e a emissioni zero; promuovere l’economia circolare, costruendo gli impianti industriali di riciclo e garantendo un approccio “sostenibile e circolare” per tutti i settori, a partire dal comparto idrico.

«L’ultimo report della IPCC – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ci ricorda che occorre dimezzare le attuali emissioni climalteranti nei prossimi otto anni per poter contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5°C. Per poter far ciò serve mettere in campo in tutti i paesi, a partire dall’Italia, politiche coraggiose e lungimiranti a partire dallo stop ai sussidi alle fonti fossili, puntando in primis su efficienza energetica, rinnovabili, autoproduzione, accumuli e sviluppo delle reti. Allo stesso tempo bisogna, però, replicare anche quelle esperienze virtuose che arrivano dai territori e che ci raccontano l’altra faccia dell’Italia, quella che coniuga sostenibilità ambientale, innovazione, tutela e valorizzazione, consapevoli che il futuro del Pianeta passa anche da qui, da come noi intendiamo investire sul futuro della nostra Terra».


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