Abbuffate natalizie, come sopravvivere a tortellini e pandori? (Foto Nicole Michalou per Pexels)

Pronti alle abbuffate natalizie e ai successivi propositi di dieta? C’è una tabella che farà piangere. O, in alternativa, convincerà a indossare scarpe da ginnastica e mettersi a correre subito sotto casa. Per smaltire un etto di tortellini in brodo servirebbero 2 ore e 10 di camminata veloce o 1 ore e 26 di bicicletta. Per smaltire le calorie di un etto di panettone bisogna camminare velocemente per 1h 25’ oppure fare quasi un’ora di bicicletta. Meglio va per il fritto misto di gamberi e calamari, che richiederebbe solo un’oretta di camminata veloce o 43 minuti di bicicletta. La tabella viene da una nota della Sinu, Società italiana di nutrizione umana, e presenta le chilocalorie apportate da alcuni alimenti e il tempo necessario per smaltirle svolgendo alcune attività quali rimanere inattivi, camminare o andare in bicicletta. Il tutto sotto al titolo: come sopravvivere alle abbuffate natalizie?

 

Fonte: Come sopravvivere alle abbuffate natalizie? Sinu, dicembre 2023

 

Abbuffate e buoni propositi

Partiamo dalla fine. E la fine sono i buoni propositi. “Tra i buoni propositi per il 2024 potremmo, quindi, inserire questi importanti elementi: Ridurre i giorni di pranzi e cene, sprecare meno e muoversi di più!”, consiglia la Società di nutrizione.

Ma se fare più attività fisica fa naturalmente bene, come si possono affrontare le abbuffate natalizie? In questo periodo dell’anno, ricorda la Sinu, da una parte si pensa a cosa cucinare e preparare per i vari pranzi e cene di vigilie, Natale e Capodanno, dall’altro ci si preoccupa delle abbuffate e con esse delle calorie che verranno ingerite. La Società Italiana di Nutrizione Umana ha preparato, con il supporto del dott. Umberto Scognamiglio, membro del Consiglio Direttivo SINU e Primo Ricercatore CREA Centro di ricerca alimenti e nutrizione, alcuni suggerimenti per sopravvivere alle feste natalizie senza stress e sensi di colpa per la overdose di cibo.

Quanti sono i giorni festivi?

Si parte allora dai giorni di festa “effettivi”. Che, udite udite, sono solo quattro: Natale, Capodanno e le rispettive vigilie.

“Anche se in questi quattro giorni dovessimo “abbuffarci” come se non ci fosse più un domani, la quantità di calorie ingerite non giustificherebbe mai quei chili in eccesso che siamo soliti lamentare dopo le feste – scrive la Sinu – La ragione è nel fatto che i giorni delle abbuffate hanno inizio il 24 dicembre e proseguono sino al 7 di gennaio. Le cause? Spesso acquistiamo troppo, più del dovuto! Acquistiamo scegliendo la quantità e puntando meno che alla qualità. La paura, poi, di buttare o i sensi di colpa di non sprecare fanno il resto. Allora ecco che le cene e i pranzi si moltiplicano per l’intero periodo festivo”.

Ecco allora un primo consiglio: alternare un regime alimentare più leggero e uno che segua i principi della dieta mediterranea in modo da ridurre i giorni dedicati agli eccessi e seguire un’alimentazione sana ed equilibrata.

Acquisti alimentari e spreco di cibo

Un tema particolare è certamente quello degli acquisti. E sotto le feste si compra molto, e si acquistano molti cibi e bevande. Ma l’acquisto, se in eccesso, può diventare una fonte di spreco alimentare. Secondo l’indagine Crea sullo spreco alimentare nelle famiglie, condotta dall’Osservatorio sulle eccedenze sui recuperi e sugli sprechi alimentari (OERSA), il 77% delle famiglie intervistate getta via cibo. A finire nel cassonetto sono principalmente frutta, verdura e pane.

“Stando agli analisti di Ener2Crowd, quest’anno, nel periodo delle feste, si getteranno oltre 500mila tonnellate di cibo, corrispondenti a più di 80 euro per nucleo familiare: uno spreco enorme – prosegue la Sinu – che porta anche a un’impennata del livello di inquinamento, dal momento che ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2. Si calcola che circa il 5% dei cibi che compriamo durante le feste di Natale non verrà consumato e sarà buttato”.

Come fare? Prima di tutto avere un’idea chiara di cosa cucinare e di quante persone ci saranno a tavola. Ecco dunque che il consiglio di base è quello di avere la classica lista della spesa e un occhio attento alle offerte del 3×2 allettanti ma forse poco utili. Attenzione alle tentazioni della “gola” quando si va a fare acquisti (uno dei consigli poco scontati ma utili è fare la spesa dopo aver mangiato) e attenzione all’influenza che hanno i bambini sugli acquisti della famiglia.

Stare a dieta o muoversi di più?

E tutte le proposte di “diete pre-natalizie”? Vengono presentare come una sorta di “allentamento dietetico” per arrivare “pronti” alle abbuffate natalizie.

“Forse vale la pena ricordare – spiega allora la Società di nutrizione umana – che il termine “dieta” si riferisce a “stile di vita” ovvero a una dieta bilanciata, combinata a uno stile di vita attivo, che preveda la pratica quotidiana di attività fisica, aiuta a mantenere un peso corporeo adeguato, permettendo una crescita più armoniosa da un punto di vista fisico e più serena da un punto di vista psicologico. Appare chiaro che i diversi tentativi di “diete” pre e post natalizie a nulla servono, se non inserite in un cambiamento delle abitudini di vita. Più che la dieta del prima o dopo le feste, sarà importante pensare a fare più esercizio fisico”.

E qui si torna alla famigerata tabella con i piatti tipici, le Kcal e il tempo che serve per smaltirle. Tutti a tavola. O tutti a camminare, per chi volesse smaltire quel pandoro… o forse mangiarne un altro po’.

Parliamone ;-)