Ormai è di moda. C’è una batteria, un vaporizzatore, un serbatoio, e non c’è combustione. La sigaretta elettronica – altrimenti detta e-cig – sta conoscendo un vero e proprio boom di consumo ma “pesa l’incognita sui rischi per la salute”, afferma l’Adoc di fronte a un fenomeno che va ancora analizzato ma del quale è certa la dimensione del business: secondo l’associazione di consumatori, sarebbero già 400 mila i fumatori (o “svaporatori”) italiani, un numero in aumento del 25% in sol anno, con un giro d’affari pari a 90 milioni di euro annui. L’Adoc sposa la tesi che l’uso delle sigarette elettroniche presenti rischi nascosti per la salute.
Secondo un recente parere dell’Istituto superiore di sanità, l’e-cig non esclude effetti dannosi per la salute e non costituisce un deterrente sicuro per smettere di fumare, specialmente per i minori. Il dossier realizzato lo scorso mese dall’Istituto si muove infatti sulla linea della prudenza: si conosce poco l’efficacia del prodotto in termini di eventuale tossicità e per smettere di fumare. Lo stesso Ministero della Salute già a settembre aveva previsto il divieto di vendita ai minori di 16 anni  di sigarette elettroniche con presenza di nicotina. La preoccupazione condivisa è che i più giovani sarebbero esposti al rischio di un prodotto che sta diventando di moda e “fashion” ma sul quale mancano ancora molti dati e le opinioni sono contrastanti. Per l’Iss, non si possono escludere effetti dannosi per la salute umana, in particolare proprio per i giovani.
“Siamo in linea con le posizioni dell’Iss, la commercializzazione e l’utilizzo delle sigarette elettroniche sono temi che necessitano maggiori approfondimenti, legati soprattutto ai rischi per la salute per i consumatori – ha detto Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – non è escluso, difatti, che siano dannose per la salute né vi è certezza sulla reale efficacia come supporto all’eliminazione del vizio. Anzi, mantenendo la gestualità e la forma della sigaretta tradizionale c’è il rischio di un invogliamento a fumare anche in quei soggetti “non-fumatori” che magari acquistano l’e-cig perché “trendy” e nei giovani under 16, che possono facilmente aggirare il divieto d’acquisto comprando l’occorrente in rete. A questo è connesso anche il pericolo contraffazione, particolarmente gravoso in quanto attinente un prodotto legato alla salute”.
L’associazione parla di 400 mila fumatori e di un giro d’affari di oltre 90 milioni di euro annui. I fumatori elettronici sono in crescita e il dispositivo permette di aggirare il divieto di fumo nei luoghi pubblici, quali bar e ristoranti, rappresentando dunque anche un attacco alla cultura del divieto di fumare in luoghi pubblici, ormai ampiamente diffusa. L’Adoc sottolinea la necessità di una regolamentazione dell’e-cig: “Crediamo che le sigarette elettroniche debbano essere innanzitutto regolamentate e vendute come dispositivi medici o farmaci, come avviene in altri Paesi europei quali Austria e Danimarca; necessitino di un’etichettatura più chiara e completa, visto che ad oggi vi è segnata solo la raccomandazione di utilizzarle lontano dai bambini; debbano essere equiparate alle sigarette relativamente alla pubblicità e alle diciture sulle confezioni; va inoltre avviato uno screening obbligatorio, da parte dei rivenditori, dell’abitudine a fumare del cliente, in modo da prevedere un corretto dosaggio della nicotina presente nella sigaretta elettronica. Ad oggi ci risulta che alcuni rivenditori effettuano quest’analisi preventiva, ma è un comportamento ancora poco diffuso e su base volontaria”.


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2 thoughts on “Adoc: sigaretta elettronica, nuova moda. Giro affari di 90 mln annui

  1. Vedrete che le toglieranno di mezzo e non perchè fanno male alla salute ma perchè fanno male alle casse dello stato.

  2. ho saputo che le sigarette non fanno male non provocano tumori arterie chiuse infarti ecc vengono vendute a minorenni e a nessuno frega niente ma in che italia viviamo?
    Solo perchè la sigaretta elettrica stà togliendo fatturati a le industrie del tabacco quindi anche alle casse dello stato non frega a nessuno della salute degli italiani se no avrebbero abbolito le sigarette ciao a tutti

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