Allevamento intensivo “vittima e carnefice” della crisi climatica: il report di CIWF

Allevamento intensivo “vittima e carnefice” della crisi climatica: il report di CIWF (Foto di Kata Santy da Pixabay)

Qual è il collegamento tra crisi climatica e allevamento intensivo? Ne parla Compassion in World Farming (CIWF) nel suo report Climate Doom Loop: Factory Farming’s Toll on Animals, Farmers and Food (Circolo vizioso del clima: il costo dell’allevamento intensivo su animali, allevatori e cibo), pubblicato oggi – 25 giugno – in occasione della Conferenza sul cambiamento climatico, in corso in questi giorni a Bonn.

L’allevamento intensivo è vittima e carnefice della crisi climatica: contribuisce ad aggravarla e, al contempo, ne subisce pesanti contraccolpi”, spiega CIWF. Il documento accende così i riflettori sulle vittime poco conosciute dei disastri climatici: gli animali negli allevamenti, molti dei quali vengono abbandonati a loro stessi, nelle loro gabbie, a morire annegati o soffocati dal calore estremo. E nel frattempo, sottolinea l’organizzazione, l’allevamento intensivo gioca un ruolo importante nell’aggravarsi del cambiamento climatico.

Il report osserva, quindi, alcuni casi studio di eventi climatici estremi avvenuti negli ultimi anni in varie regioni del mondo, riportando il loro impatto distruttivo sugli animali, la produzione agricola e le persone: una selezione rappresentativa che include le alluvioni in Emilia-Romagna del 2023.

Crisi climatica e allevamento intensivo

Secondo l’analisi di CIWF, questi eventi climatici disastrosi hanno provocato la morte di quasi 15 milioni di animali allevati a scopo alimentare, incidendo negativamente su 56,4 milioni di persone, per un costo totale di 120 miliardi di dollari USA.

Dalle ondate di calore nel Regno Unito agli uragani negli Stati Uniti, alle inondazioni in Italia, Brasile e in altre regioni d’Europa, Asia e Africa, nessuna parte del mondo è immune dagli effetti del clima estremo – avverte l’organizzazione – con gravi conseguenze.

In Francia, nel 2023, 750.000 polli sono morti soffocati e di spossamento a causa di ondate di calore estreme.

Nel 2024, in Vietnam, oltre 5 milioni di avicoli, 44.000 bovini e migliaia di suini sono stati uccisi da un tifone; negli USA si stima che l’uragano Helene abbia provocato la morte fra i 2 e i 5 milioni di polli. Nello stesso anno, in Brasile, una catastrofica alluvione ha provocato direttamente la morte di 1,2 milioni di avicoli, oltre 14.000 bovini allevati per la carne e 14.000 suini. Il settore zootecnico da solo ha subito una perdita economica di 1,2 miliardi di real brasiliani (circa 190 milioni di euro).

Milioni di animali allevati muoiono ogni anno a causa di inondazioni, temporali e ondate di calore causate dai cambiamenti climatici, ma il sistema stesso in cui vengono allevati sta peggiorando la situazione – ha dichiarato Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia. – Questi eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti, sono catastrofici anche per le persone, la sicurezza alimentare e la fonte di sostentamento degli agricoltori. Per farla breve, siamo intrappolati in un circolo vizioso. I governi devono agire con urgenza per ridurre le emissioni, la produzione zootecnica e il consumo di carne nei Paesi più ricchi, e al contempo elaborare piani adeguati alla resilienza climatica. Gli allevatori devono abbandonare il sistema intensivo, crudele e insostenibile, e adottare pratiche responsabili, rispettose del clima e della natura”.

Il caso studio dell’Emilia-Romagna

Uno dei casi studio, come detto, riguarda l’alluvione in Emilia-Romagna del maggio 2023. Nel maggio 2023 – ricorda CIWF – la regione ha registrato precipitazioni senza precedenti, che hanno causato gravi alluvioni e frane.

“Tali inondazioni – si legge nel report – hanno avuto un impatto devastante sugli animali allevati, la maggior parte dei quali è confinata in allevamenti intensivi. Le strutture sono state abbandonate durante le evacuazioni, e gli animali sono rimasti intrappolati in gabbie e capannoni mentre l’acqua saliva, o sono stati travolti da frane: più di 5.000 aziende agricole sono state sommerse e circa 250.000 bovini, ovini, caprini e suini sono stati coinvolti, insieme a circa 400 allevamenti avicoli e 45.000 alveari“.

I danni diretti al settore zootecnico sono stati stimati tra i 300 e i 400 milioni di euro.

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