Autovelox, dal 12 giugno scattano nuove regole ma molte località rischiano di rimanere senza (Foto Pixabay)
Autovelox, dal 12 giugno scattano nuove regole. Ma molte località rischiano di rimanere senza
Dalle Dolomiti al Salento molte strade rischiano di rimanere senza autovelox se non sarà varata presto una regolamentazione sull’omologazione. Dal 12 giugno gli enti locali dovranno adeguarsi alle nuove norme sulla collocazione degli strumenti di rilevazione automatica della velocità
Senza omologazione degli autovelox più della metà degli apparecchi andrà spenta. Solo nelle grandi città sono a rischio oltre 40 milioni di incassi annui. Mentre tante località turistiche rischiano di rimanere “orfane” di autovelox. Al momento si sa che al 12 giugno i comuni di tutta Italia dovranno adeguarsi alle nuove regole sulla collocazione degli autovelox varate dal Ministero dei Trasporti nel 2024.
Secondo quanto spiegava un anno fa il Ministero dei Trasporti, gli autovelox potranno essere posizionati in aree “ad elevato livello di incidentalità, documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni strutturali; dove il limite di velocità individuato non sia inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo generalizzato, salvo specifiche e motivate deroghe. Ad esempio, sulle strade extraurbane principali, dove è previsto un limite di 110 km/h, il dispositivo può essere utilizzato solo se il limite di velocità è fissato ad almeno 90 km/h, ma non per limiti inferiori. In ambito urbano, non è possibile sanzionare per limiti di velocità inferiori a 50 km/h con le modalità previste dal decreto, essendo necessaria in tali casi la contestazione immediata”. Inoltre, prevede il Mit, “per le strade extraurbane deve intercorrere una distanza di almeno un chilometro tra il segnale che impone il limite di velocità” e l’autovelox.
Pochi giorni fa il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ha inviato una lettera al presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Gaetano Manfredi, per richiedere un censimento dettagliato degli autovelox su tutto il territorio nazionale. La richiesta fa seguito a una prima risposta di Anci. Per il Mit l’associazione ha fornito “dati in termini percentuali, non sufficienti per un’analisi approfondita”.
Per l’Anci, sulla base delle risposte di circa mille comuni, la ricognizione avviata “ha permesso una prima proiezione delle coperture percentuali dei prototipi che godono di decreto di approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, distinguendo tra quelli antecedenti l’anno 2017 e quelli successivi”. Per l’Anci, che solleciterà gli altri Comuni, “i numeri ricavati dalla ricognizione sono già affidabili”.

Autovelox, Codacons: a rischio 40 milioni di incassi nelle grandi città
Detto questo, però, il Codacons rileva che le amministrazioni locali hanno ormai poco più di un mese di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni sugli autovelox.
“L’impasse sul fronte degli autovelox – spiega l’associazione – mette a rischio oltre 40 milioni di euro di incassi annui solo nelle grandi città, e di mandare in tilt i bilanci di centinaia di piccoli comuni che fanno cassa grazie agli apparecchi di rilevamento automatico della velocità installati sul proprio territorio”.
“Il caos giurisprudenziale in tema di omologazione degli autovelox, dove si attende ancora il decreto del Mit prima presentato e poi ritirato, rischia di portare ad un crollo verticale dei proventi da multe stradali incamerati dai comuni – spiega il Codacons – Solo nelle principali 20 città italiane le sanzioni da autovelox hanno garantito nel 2023 (ultimo dato disponibile) incassi complessivi da oltre 65 milioni di euro, ma la sentenza della Cassazione che ha dichiarato fuorilegge gli apparecchi approvati ma non omologati rischia di rappresentare una tagliola di proporzioni abnormi: il 59,4% di dispositivi fissi installati lungo le strade italiane risulta infatti validato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, mentre per quelli mobili la percentuale sale al 67,2%”.
Questo significa, prosegue l’associazione, che solo nelle grandi città sono a rischio oltre 40 milioni di euro di sanzioni elevate attraverso autovelox, “entrate cui le amministrazioni dovranno rinunciare in assenza di un decreto che fissi le regole per l’omologazione degli apparecchi approvati prima del 2017”.
Il prossimo 12 giugno, inoltre, entrano nella fase operativa le nuove disposizioni in tema di autovelox introdotte dal decreto del Mit dell’11/04/2024 (GU n. 123 del 28/05/2024), entrato in vigore il 12 giugno 2024 e che riconosceva un anno di tempo agli enti locali per adeguarsi alle nuove misure.
Autovelox, strade a rischio dal Salento alle Dolomiti
In assenza di una regolamentazione sull’omologazione, aggiunge Assoutenti, questa estate dalle Dolomiti al Salenti ci sono strade che rischiano di rimanere senza autovelox. Sulle strade degli spostamenti estivi ci sono spesso molti apparecchi che elevano multe per milioni di euro l’anno.
“Ad esempio in Salento, meta ambitissima per le vacanze estive degli italiani, i comuni hanno registrato fino a 23 milioni di euro all’anno grazie alle sanzioni elevate tramite gli autovelox installati sulle strade che collegano i vari paesi della zona”, con oltre 8,7 milioni di euro in appena quattro comuni nel 2023 – Galatina, Trepuzzi, Cavallino e Melpignano.
Sono “2,3 milioni di euro gli incassi di soli 3 comuni (Puglianello, Castelvenere, Torrecuso) ubicati lungo la “temibile” strada statale 372 Telesina che da Caianello porta a Benevento, notoriamente disseminata di autovelox”.
Sul litorale sud del Lazio, sulla la statale 213 “Flacca”, gli autovelox “hanno garantito nel 2023 al Comune di Terracina 2.177.914 euro di incassi, 506.886 euro Formia, 365.326 euro Gaeta – prosegue Assoutenti – Non va meglio a chi sceglie i laghi o la montagna: sulle Dolomiti il piccolo comune di Colle Santa Lucia (Bl), nonostante conti poco più di 350 abitanti ha incassato nel triennio 2021-2023 la bellezza di 1.265.822 euro grazie all’unico autovelox installato sul proprio territorio, l’equivalente di 3.616 euro a cittadino residente. Sul percorso Rovereto-Garda, lungo un tragitto di appena 56 km, sono state segnalate le scorse estati circa 15 postazioni autovelox; nel tratto Bolzano-San Candido (circa 100 km) gli autovelox segnalati erano oltre 10”.
«In assenza di regole certe si rischia il caos sulle strade delle vacanze – ha detto il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – I comuni che adottano apparecchi non omologati dovranno infatti disattivarli, pena una raffica di ricorsi da parte degli automobilisti, con conseguenze non indifferenti sul fronte della sicurezza stradale e sulle casse degli enti locali. Non solo. Dal prossimo 12 giugno le amministrazioni locali, con l’entrata in vigore definitiva delle nuove regole varate dal Mit lo scorso anno, non potranno più disseminare le strade di autovelox, ma dovranno rispettare distanze minime tra una postazione e l’altra e installarli dopo il parere dei Prefetti solo laddove ricorrono i presupposti previsti dalla normativa».

