C’è chi è costretto a fare anche dodici chilometri per prelevare i soldi della spesa. C’è chi deve prelevare contanti presso altri istituti e dunque pagare anche la commissione. Sono tanti i disagi denunciati alle associazioni dei consumatori dalla decisione di Poste di disattivare il servizio bancomat al di fuori dell’orario di di apertura degli sportelli, presa in Puglia e nella provincia di Matera. Così nei giorni scorsi, dalla denuncia di Federconsumatori Basilicata e della Slc Cgil, è scaturita alla Camera un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, presentata da Vincenzo Folino.
poste postamatL’interrogazione riprende la richiesta di Federconsumatori Basilicata  e della Slc Cgil che, attraverso un comunicato, propongono il ritorno sulla decisione, che allo stato attuale, si rivela un ingiusto provvedimento nei confronti dei consumatori “prima fidelizzati e poi abbandonati”. Poste Italiane, si legge nell’interrogazione, ha infatti deciso che il servizio di prelievo del bancomat di Poste Italiane fra Puglia e Basilicata resterà attivo solo durante le ore di apertura degli sportelli per ovviare ai fenomeni delinquenziali e sono oltre 200 gli sportelli nella sola Puglia che rimarranno fermi al di fuori dell’orario di ufficio.
“La Federconsumatori che, insieme alla Slc Cgil, disapprova la disattivazione del bancomat nelle ore serali e nel week-end, critica questa decisione, sottolineando che prima i consumatori sono stati fidelizzati e poi abbandonati”, sottolinea l’interrogazione, che spiega come gli assalti a bancomat e i furti siano in aumento ma che “privare giovani, consumatori, correntisti e pensionati del servizio di prelievo dei contanti è un atto, a giudizio degli interroganti, deflagrante nei confronti della garanzia dei diritti degli utenti”, anche perché il sistema bancomat serve proprio a chi ha bisogno di prelevare al di fuori dell’orario di sportello e nel fine settimana.
I disagi denunciati non mancano, specialmente nei piccoli comuni. Vale un esempio: “In pochi giorni, già sono molti i disagi registrati, soprattutto nei piccoli comuni, dove spesso il postamat è l’unico mezzo per poter prelevare contante fuori dagli orari d’ufficio – denuncia l’interrogazione – Tra gli esempi, si evidenzia quello di Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia, dove tutti si affidano al postamat per prelevare dopo che all’istituto bancario del posto è stato fatto saltare il bancomat per ben due volte in pochi mesi, tanto da spingere la filiale a non ripristinarlo più. A Rocchetta, come anche in altre realtà dell’entroterra pugliese, la possibilità di prelevare il contate è garantita solo da Poste Italiane e adesso per prelevare anche 50 euro per la spesa i correntisti sono costretti a fare come minimo 12 chilometri”.
In altre cittadine, poi, le Poste sono l’unico istituto di credito presente e dunque chi deve prelevare altrove deve pagare la commissione sulle operazioni. L’interrogazione chiede dunque “quali iniziative si intendano intraprendere, per quanto di competenza, affinché Poste Italiane non discrimini i cittadini della Puglia e della provincia di Matera, che non potranno fruire dell’indispensabile continuato servizio, così come tutti gli altri cittadini italiani; se non si ritenga necessario intraprendere iniziative per cercare di impedire a criminali di assaltare i postamat e per tutelare i cittadini ed in modo particolare le aree più disagiate, dove le poste sono l’unico presidio ancora esistente per questa tipologia di servizi”.

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