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Concorrenza, Antitrust: prenotazione visite e ritiro referti vanno estesi alle parafarmacie
L’Antitrust nella segnalazione sulla legge per la concorrenza: prenotazione delle visite al Cup, pagamento del ticket e ritiro dei referti vanno estesi alle parafarmacie
Prenotazione delle visite al Cup, pagamento del ticket e ritiro dei referti vanno estesi anche alle parafarmacie. È quanto ribadito dall’Autorità Antitrust nella segnalazione, inviata al Governo e al Parlamento, per la predisposizione della legge annuale sulla concorrenza. L’esclusione delle parafarmacie dalla possibilità di garantire ai cittadini questi servizi, argomenta l’Antitrust, è lesivo della concorrenza.
La segnalazione è la “Proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza” pubblicata sul bollettino online del 7 gennaio dall’Antitrust. L’approvazione della legge sulla concorrenza, ricorda l’Autorità, rappresenta anche “un momento importante dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (di seguito, “PNRR”), che considera la tutela e la promozione della concorrenza quale fattore essenziale per favorire l’efficienza e la crescita economica del sistema”.
Nella sua segnalazione l’Antitrust si concentra su una serie di proposte che riguardano tre aree ritenute “prioritarie e strategiche” per la crescita economica del Paese: le infrastrutture energetiche e portuali; il trasporto pubblico non di linea; i servizi pubblici locali. E interviene su due temi attinenti agli sconti sui farmaci e ai servizi di prenotazione visite e ritiro referti per farmacie e parafarmacie.
Sconti sui farmaci
Nella segnalazione l’Autorità ripercorre le tappe che hanno portato agli sconti sui farmaci.
Il decreto Bersani del 2006 ha previsto la possibilità di determinare liberamente lo sconto sul prezzo dei farmaci di Fascia C SOP e OTC. Tale facoltà era stata vincolata a due condizioni: lo sconto doveva essere “esposto in modo leggibile e chiaro al consumatore” e doveva essere “praticato a tutti gli acquirenti”.
Il successivo decreto Salva-Italia del 2011 ha esteso la facoltà di praticare liberamente sconti sui prezzi di tutti i medicinali di fascia C, ossia anche sui farmaci con obbligo di prescrizione medica .
Con il decreto Cresci-Italia del 2012, spiega l’Antitrust, il legislatore ha stabilito che “le farmacie possono praticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci e prodotti venduti pagati direttamente dai clienti, dandone adeguata informazione alla clientela”, includendovi così anche i farmaci di fascia A acquistabili a fronte di prescrizione medica purché pagati dal consumatore”.
La nuova disciplina ha ampliato le categorie di farmaci scontabili, ma ha eliminato il precedente obbligo di praticare gli sconti “a tutti gli acquirenti” sostituendolo col più generico requisito di fornire un’“adeguata informazione alla clientela”.
L’Antitrust propone una modifica al decreto: “sarebbe necessario rendere esplicito che gli sconti su tutti i farmaci e sulle preparazioni magistrali distribuiti da farmacie, parafarmacie e dagli esercizi autorizzati alla vendita possono essere applicati liberamente, anche in modo diversificato (ossia consentendo fidelizzazioni, premialità, sconti per categorie di pazienti)”.
Prenotazione visite e ritiro referti: esclusione parafarmacie ha ricadute negative sui consumatori
L’Antitrust interviene poi sulle parafarmacie e su attività quali prenotazioni visite e ritiro referti.
L’Autorità ricorda che già in precedenza aveva rilevato che “escludere alle parafarmacie la possibilità – riconosciuta alle farmacie – di offrire servizi (quali il servizio CUP o il servizio ritiro del referto) idonei ad ampliare la gamma dei servizi offerti e conseguentemente ad attrarre maggiore clientela presso il proprio punto vendita sia lesivo delle norme e dei principi a tutela della concorrenza. L’esclusione delle parafarmacie dall’esercizio di tali attività rappresenta, infatti, un comportamento idoneo a determinare per queste ultime un ingiustificato svantaggio concorrenziale rispetto alle farmacie. Tale esclusione è idonea ad avere ricadute negative anche sui consumatori i quali vengono privati di un potenziale ulteriore canale di accesso ai suddetti servizi”.
“La discriminazione tra farmacie e parafarmacie non trova giustificazione nel vigente quadro normativo”, ribadisce l’Autorità, ricordando che le parafarmacie intervengono per avere più concorrenza e favorire la libertà di scelta del consumatore.
In questo contesto, spiega l’Antitrust, “la mancata esplicita previsione” della possibilità di fornire servizi di prenotazione visite, pagamento ticket e ritiro referti attraverso le parafarmacie risulta in contrasto con l’obiettivo di “realizzare un’offerta più ampia possibile di canali di accesso, al fine di garantire il più elevato livello possibile di fruibilità per il cittadino” fissato dalle “Linee guida nazionali CUP”.
Anche perché attraverso entrambi i canali, farmacie e parafarmacie, “i cittadini potrebbero ricevere assistenza da parte di farmacisti abilitati all’esercizio della professione e iscritti al relativo ordine (la cui presenza è obbligatoria anche nelle parafarmacie)”
L’Antitrust dunque “auspica un intervento di carattere legislativo al fine di orientare in senso pro-concorrenziale la disciplina nazionale e regionale sui servizi di prenotazione di visite mediche specialistiche tramite CUP e servizi connessi, ampliandone l’affidamento anche alle parafarmacie”.

