Contante e limite Pos, Banca d’Italia: si agevola l’uso del contante, rischio contrasto con Pnrr (fonte immagine Pixabay)

Contante e limite Pos, Banca d’Italia: si agevola l’uso del contante, rischio contrasto con Pnrr

L’aumento a 5 mila euro della soglia del contante e il limite di 60 euro al di sotto del quale non sono previste sanzioni se si rifiuta il pagamento con Pos sono misure che “vanno nella direzione di agevolare l’uso del contante”. Si rischia il contrasto con la modernizzazione richiesta dal Pnrr. Bankitalia in audizione sulla manovra

L’aumento a 5 mila euro della soglia del contante e il limite di 60 euro per i pagamenti elettronici (al di sotto del quale non sono previste sanzioni) sono misure che «contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, vanno nella direzione di agevolare l’uso del contante». È quanto ha detto Fabrizio Balassone, Capo del Servizio Struttura economica della Banca d’Italia, in audizione preliminare all’esame della manovra economica relativa per il triennio 2023-2025.

Contanti e limite Pos a 60 euro

L’audizione ha trattato i diversi aspetti della manovra e, fra i punti toccati, si è soffermato anche su uno degli argomenti che forse più ha conquistato il dibattito pubblico, ovvero l’innalzamento da 1000 a 5 mila euro del tetto all’uso del contante e lo stop alle sanzioni per chi non accetta i pagamenti elettronici e con carte al di sotto dei 60 euro.

Si tratta di una cifra sulla quale la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto a una eventuale riduzione.

«Il Governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare i pagamenti elettronici per piccoli importi. Fino a 60 euro non vorremmo obbligare il commerciante ad accettare il pagamento elettronico ma la soglia dei 60 euro è indicativa, per me può essere anche più bassa. C’è ovviamente un’interlocuzione con la Commissione Ue, perché il tema del pagamento elettronico è uno degli obiettivi del Pnrr, bisogna vedere come andrà a finire l’interlocuzione». (Fonte: Ansa.it)

 

 

Soglia 60 euro per pagamenti con Pos rimane in manovra, Consumatori: Medioevo (foto pixabay)

 

Bankitalia: “Misure che agevolano l’utilizzo del contante”

Nell’esame della manovra, fra i punti toccati dalla Banca d’Italia ci sono allora anche gli interventi sugli strumenti di pagamento e il contante.

«Il disegno di legge prevede che dal prossimo gennaio la soglia massima per l’utilizzo del contante nelle transazioni, attualmente pari a 2.000 euro, venga innalzata dal livello previsto per allora dalla legislazione vigente – pari a 1.000 euro – a 5.000 euro – si legge nell’audizione di Bankitalia – Introduce inoltre un limite, pari a 60 euro, al di sotto del quale non si applicherebbero le sanzioni per gli esercenti che non accettano mezzi di pagamento elettronici».

«Tali misure, contrariamente a quanto complessivamente accaduto negli ultimi anni, vanno nella direzione di agevolare l’utilizzo del contante», ha detto Balassone.

Ricorda poi le misure in atto in Europa. «A livello europeo, mentre in alcuni paesi (tra i quali la Germania) non è prevista alcuna soglia massima per l’ammontare delle transazioni in contanti, in altri sono previsti tetti inferiori a quello indicato nel disegno di legge (500 euro in Grecia, 1.000 in Francia e in Spagna, 3.000 in Belgio). Rispetto al 2016 la percentuale di transazioni operate con il contante è diminuita in Italia – anche per effetto della pandemia – rimanendo comunque al di sopra della media europea».

Secondo statistiche Eurosistema, alla fine del 2019 si contavano circa 130 transazioni elettroniche annuali a persona in Italia, contro i quasi 300 dell’area euro.

Bankitalia richiama studi precedenti che evidenziano come limiti al contante e pagamenti elettronici hanno un impatto positivo sulla riduzione dell’evasione e comunque ne rappresentano un ostacolo.

«Come già ricordato in passato, i limiti all’uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione – ha detto Balassone – In particolare, negli ultimi anni sono emersi studi – anche condotti nel nostro Istituto su dati italiani – che suggeriscono che soglie più alte favoriscono l’economia sommersa; c’è inoltre evidenza che l’uso dei pagamenti elettronici, permettendo il tracciamento delle transazioni, ridurrebbe l’evasione fiscale».

Un passaggio è dedicato anche a ricordare il costo dell’uso del cash: «è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione). Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell’importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito».

La conclusione della Banca d’Italia è che «le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l’introduzione di alcuni istituti che riducono l’onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Piano nazionale di ripresa e resilienza e con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale».

UNC: il contante costa più delle carte

E proprio sul costo del contante superiore a quello delle carte si sofferma l’Unione Nazionale Consumatori.

«Il Governo sul Pos non si rende nemmeno conto che sta facendo un grave danno ai commercianti – dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – Non solo, a differenza di quanto sostiene l’on. Salvini, rimasto evidentemente all’età della pietra, il pagamento con il Pos è molto più rapido di quello in contanti, non dovendo il commerciante dare il resto, senza contare che oggi, diamo la notizia a Salvini, esistono i pagamenti contactless, rapidissimi, ma si evitano ammanchi di cassa, non si ricevono banconote false, in caso di rapina si hanno meno contanti in cassa, non si deve andare pericolosamente in banca a depositare l’incasso della giornata, con il rischio di furti e rapine, oltre alla perdita di tempo di fare la fila in filiale, magari anche solo per procurarsi le monetine per il resto. Insomma, in realtà rompe chi paga in contanti».

Dona sottolinea poi la possibilità che i consumatori passino ancor più all’e-commerce. «Inoltre, si fa un regalo a chi vende on line. Il consumatore più smart passerà per comodità sempre più all’e-commerce e il commerciante perderà ancora più clienti, mentre, se decide di stare al passo con i tempi, potrà fidelizzare il cliente soddisfacendo le sue richieste ed esigenze. Non parliamo, poi, delle località turistiche, nella quali il pagamento elettronico facilita il pagamento con gli stranieri», conclude Dona.


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