Controllo del tabacco, OMS: servono interventi per mantenere e accelerare i progressi fatti (Foto di Andy H da Pixabay)
Controllo del tabacco, OMS: servono interventi per accelerare i progressi
Nel rapporto sull’Epidemia Globale del Tabacco 2025 l’OMS fa il punto sui progressi fatti nel controllo del tabacco a livello globale e sulle lacune ancora presenti
Il consumo di tabacco causa la morte di oltre 7 milioni di persone all’anno e circa 1,3 milioni di persone muoiono ogni anno a causa del fumo passivo: sono i dati emersi dal rapporto sull’Epidemia Globale del Tabacco 2025 (Global Tobacco Epidemic 2025), presentato il 23 giugno dall’OMS, in occasione della Conferenza Mondiale sul Controllo del Tabacco di Dublino.
Alcuni progressi nel controllo del tabacco sono stati fatti, ma c’è ancora tanto da fare, avverte l’OMS. In particolare, il rapporto si concentra sulle sei misure di controllo MPOWER dell’Organizzazione, già collaudate, per ridurre il consumo di tabacco: monitorare l’uso del tabacco e le politiche di prevenzione; proteggere le persone dal fumo di tabacco con una legislazione sull’aria libera dal fumo; offrire aiuto per smettere di fumare; avvisare dei pericoli del tabacco tramite le etichette delle confezioni e i mass media; applicare i divieti sulla pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione del tabacco; aumentare le tasse sul tabacco.
Controllo del tabacco, a che punto siamo?
Dal 2007 – si legge in una nota dell’OMS – 155 Paesi hanno attuato almeno una delle misure di controllo del tabacco MPOWER dell’OMS. Inoltre ad oggi oltre 6,1 miliardi di persone, tre quarti della popolazione mondiale, sono protette da almeno una di queste misure, rispetto ad appena 1 miliardo nel 2007.
In particolare quattro Paesi hanno implementato l’intero pacchetto: Brasile, Mauritius, Paesi Bassi (Regno dei) e Turchia. Mentre sette Paesi, tra cui Etiopia, Irlanda, Giordania, Messico, Nuova Zelanda, Slovenia e Spagna, sono a un solo passo dall’implementazione completa del pacchetto MPOWER, che rappresenta il livello più alto di controllo del tabacco.
Nonostante questi passi avanti, sussistono ancora importanti lacune. Secondo il rapporto OMS, infatti, 40 Paesi non hanno ancora misure MPOWER a livello di best practice e più di 30 Paesi consentono la vendita di sigarette senza avvertenze sanitarie obbligatorie.
Le tasse, i servizi per smettere di fumare e i divieti pubblicitari sono aumentati, ma – afferma ancora l’OMS – sono necessari molti miglioramenti. Per quanto riguarda la tassazione, 134 paesi non sono riusciti a rendere le sigarette meno accessibili e, dal 2022, solo 3 hanno aumentato le tasse al livello di best practice. Inoltre solo il 33% delle persone nel mondo ha accesso a servizi a pagamento per smettere di fumare.
Quanto al problema legato al fumo passivo, il rapporto dell’OMS ha rilevato che, ad oggi, 79 Paesi hanno implementato ambienti completamente liberi dal fumo, coprendo un terzo della popolazione mondiale. Dal 2022, altri sei Paesi (Isole Cook, Indonesia, Malesia, Sierra Leone, Slovenia e Uzbekistan) hanno adottato severe leggi antifumo, nonostante la resistenza del settore, in particolare nei locali destinati ristorazione.
Inoltre, risulta in aumento la tendenza a regolamentare l’uso delle sigarette elettroniche: il numero di Paesi che ne regolamentano o vietano l’utilizzo è passato da 122 nel 2022 a 133 nel 2024, un chiaro segnale di maggiore attenzione verso questi prodotti. Tuttavia, in oltre 60 Paesi non esiste ancora alcuna regolamentazione su questi dispositivi.

