Criptovalute

Volti e voci di politici italiani usati senza consenso per promuovere falsi investimenti in criptovalute. È quanto scoperto dalla Consob, che ha ordinato l’oscuramento di tre siti webit-more.culinaryjoy.sbs, ayquozeber.com e cyberirfy.icu — accusati di offrire servizi abusivi di investimento e cripto-attività.
I truffatori sfruttavano spot deepfake con le immagini e le voci di figure istituzionali di primo piano, tra cui Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Elly Schlein e Carlo Calenda, tutti completamente estranei alla vicenda.

Piattaforme abusive e falsi spot di successo

Secondo l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, le piattaforme promuovevano opportunità di guadagno facile e criptovalute miracolose, attirando ignari risparmiatori con annunci che simulavano interviste televisive e endorsement falsi.
Si tratta di una tecnica di inganno sempre più sofisticata, resa possibile dall’uso di strumenti di intelligenza artificiale capaci di riprodurre volti e voci reali, e che sfrutta la fiducia del pubblico verso figure note.

Un fenomeno in crescita: 1311 siti oscurati dal 2019

Non è la prima volta che la Consob interviene contro truffe digitali di questo tipo.
Nel maggio scorso l’Autorità aveva bloccato un sito che “clonava” l’immagine del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, e in precedenza altri portali che utilizzavano abusivamente i nomi di Meloni e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Con gli ultimi provvedimenti, la Consob ha ordinato l’oscuramento di ulteriori 14 siti web che offrivano servizi finanziari abusivi, portando a 1311 il numero complessivo dei portali oscurati dal 2019, anno in cui l’Autorità ha ricevuto il potere di intervenire direttamente online.

Allarme sicurezza digitale e tutela dei risparmiatori

L’uso fraudolento di immagini pubbliche e strumenti digitali di manipolazione rappresenta una nuova frontiera della criminalità finanziaria.
La Consob invita i cittadini a verificare sempre l’autorizzazione degli operatori sui mercati regolamentati e a diffidare di offerte troppo vantaggiose o sponsorizzate da volti noti.
Un monito che suona come un appello alla consapevolezza digitale: dietro un volto familiare può nascondersi una trappola virtuale.

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