I prodotti sono di moda ma la garanzia legale no. Quasi nessun operatore della moda raggiunge la sufficienza nella comunicazione della garanzia legale di due anni in termini di completezza e trasparenza e nessuno arriva a una valutazione ottima o buona. Il punteggio sulla comunicazione di questo diritto da parte di decine e decine di brand viene da un’indagine fatta da Konsumer Italia, che ha evidenziato carenze e lacune enormi da parte dei marchi analizzati, in gran parte attivi sia nei negozi fisici sia nell’e-commerce.

“La Garanzia Legale è un obbligo in carico sia ai venditori e-commerce, che ai negozianti – spiega Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia- ed il Codice del Consumo prevede che i suoi contenuti debbano essere comunicati in modo completo e trasparente ai consumatori. La nostra indagine invece ha evidenziato che, su oltre duecento venditori di prodotti moda passati in rassegna, l’89.5% di loro non ha ottenuto la sufficienza proprio sulla chiarezza e la trasparenza delle informazioni su questo tema”.

L’associazione evidenzia che, dopo dodici anni dall’introduzione del Codice del Consumo, avvenuta nel 2005, circa il 70% dei consumatori Italiani è consapevole di aver diritto alla garanzia legale sui prodotti di elettronica,  ma solo 40% sa di avere lo stesso diritto anche su abbigliamento, scarpe e accessori, ovvero, su tutti i prodotti moda in genere. Per far luce su questo fenomeno, Konsumer Italia ha analizzato in quale modo duecento venditori di prodotti moda informano i propri consumatori riguardo la Garanzia Legale, e si è avvalsa delle metodologie e delle tecnologie di Garanteasy – Garanzia Semplice. L’indagine è stata  fatta sulla comunicazione di duecento operatori che vendono prodotti di moda ai consumatori italiani: il 20% con negozi propri in Italia, il 5% con il solo canale e-commerce attivo in Italia e il 76% con attivi entrambi i canali di vendita.

La valutazione è stata fatta con un algoritmo di misurazione del grado di completezza e trasparenza delle informazioni sulla Garanzia Legale. Questo permette di variare il punteggio da  0 a 100, con una scala di valutazione che parte dal non classificabile e passa attraverso altre sei gradazioni – da molto insufficiente a ottimo. Il punteggio massimo si poteva ottenere solo nel caso di venditori che comunicano la garanzia legale in modo completo e trasparente attraverso sito, punti vendita, mail o telefono.

Dall’indagine emerge un quadro deludente. L’89,5% degli operatori analizzati non raggiunge un punteggio “Sufficiente” per completezza e trasparenza nella comunicazione dei contenuti della Garanzia Legale. Tra essi, il 5% risulta “Non classificabile” in quanto non comunica del tutto la Garanzia Legale o, addirittura ne nega l’esistenza. Il 6% ottiene un punteggio “Sufficiente” e solo il 5% ha ottenuto un punteggio “Discreto”. Nessun operatore della moda, fra quelli analizzati, arriva un punteggio “Buono” o “Ottimo”.

Spiega Konsumer nell’indagine: “Dall’analisi effettuata si evince che nel settore manchi la cultura della garanzia sia come obbligo di legge che come leva di marketing. In questa situazione di scarsa chiarezza gli operatori che vendono prodotti di bassa qualità hanno buon gioco a proporli ai consumatori Italiani al pari di quelli di alta qualità pur se realizzati con materiali e finiture che non durano nemmeno il tempo della garanzia legale e che, quindi, non potrebbero essere messi in commercio senza adeguate informazioni a tal riguardo. Risulta incredibile ci siano brand del Made in Italy che pur vendendo prodotti di altissima qualità non comunichino la Garanzia Legale in modo completo e trasparente ed è ancora più incredibile che non ne facciano un fattore competitivo e distintivo. Non esiste, infatti, altro strumento di maggior efficacia della Garanzia per comunicare la durata e la qualità di un prodotto”.

“Abbiamo informato le aziende dei risultati della nostra indagine  – dice Premuti – sollecitandole ad adottare gli opportuni accorgimenti per conformarsi al Codice del Consumo. Siamo pronti ad interagire e creare sinergie con le imprese, pertanto riterremmo molto grave ritrovare la medesima situazione tra un mese, in sede di follow up. Se ciò dovesse accadere, non esiteremmo ad inviare le opportune segnalazioni all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”.

 

Notizia pubblicata l’11/12/2017 ore 10.33

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)