“Crescita modesta in tempi difficili”: così la Commissione europea sintetizza le previsioni economiche di autunno. Bruxelles prevede per il 2017 una crescita dell’1,5% per la zona euro e dell’1,6% per l’Unione europea, con un ritmo di recupero “moderato”. In Italia la Commissione rivede al ribasso le stime di crescita, previste a più 0,7% nel 2016 (contro l’1,1% stimato in primavera) e a più 0,9% nel 2017 (contro il precedente 1,3%). “La ripresa in Italia – scrive Bruxelles nelle previsioni – prosegue a passo modesto, viste che strette condizioni di finanziamento e incertezza trattengono una crescita più forte”.
Scrive Buxelles: “La crescita economica in Europa dovrebbe proseguire a ritmo moderato, perché i progressi sul mercato del lavoro e l’aumento dei consumi privati sono controbilanciati da un certo numero di ostacoli alla crescita e dall’indebolimento dei fattori che la sostengono”.

Le previsioni di autunno pubblicate oggi dalla Commissione europea indicano per la zona euro una crescita del PIL pari all’1,7% nel 2016, all’1,5% nel 2017 e all’1,7% nel 2018 (previsioni di primavera: 1,6% nel 2016 e 1,8% nel 2017). La crescita del PIL nell’intera Unione europea dovrebbe seguire una tendenza analoga attestandosi all’1,8% quest’anno, all’1,6% nel 2017 e all’1,8% nel 2018 (previsioni di primavera: 1,8% nel 2016 e 1,9% nel 2017). Il principale motore di crescita per il 2018 dovrebbero essere i consumi privati, sostenuti dall’aspettativa di un aumento dell’occupazione e di una lieve ripresa dei salari. Allo stesso tempo, sulle prospettive di crescita pesano incertezza politica, debolezza del commercio mondiale e lentezza della crescita fuori dall’Europa. Senza contare che nei prossimi anni l’economia europea non potrà più contare sul sostegno di fattori esterni quali il crollo dei prezzi del petrolio.

E così è diventato più forte il rischio che le previsioni siano riviste al ribasso. Scrive Bruxelles: “I rischi che gravano sulle previsioni si sono accentuati negli ultimi mesi e puntano chiaramente al ribasso, anche perché il voto che sancisce l’uscita del Regno Unito dall’Unione ha aumentato l’incertezza e può essere considerato un indicatore di maggiori rischi legati alle politiche data l’instabilità che caratterizza il contesto politico attuale. Sono aumentati anche i rischi esterni, come l’incertezza delle tendenze economiche in Cina e il rischio di escalation dei conflitti geopolitici”. Il contesto esterno diventa dunque più difficile, come riconosce lo stesso Commissario per gli affari economici Pierre Moscovici. “Nel 2017 la crescita continuerà in Europa in un contesto meno favorevole che in primavera – ha detto Moscovici – Il ritmo della creazione di posti di lavoro, sostenuta dalle recenti riforme attuate in molti paesi, la diminuzione dei disavanzi pubblici nella zona euro, la ripresa degli investimenti e il maggiore dinamismo del commercio intra-UE sono fattori particolarmente incoraggianti. In questi tempi di instabilità e di incertezza, dobbiamo impegnarci al massimo per tutelare e rafforzare la ripresa – e far sì che possano beneficiarne tutte le fasce della società”.


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