Ecosistema Scuola, Legambiente: forti ritardi sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici

Ecosistema Scuola, Legambiente: forti ritardi sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici (Foto Pixabay)

La scuola italiana presenta ancora forti ritardi sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici e sull’efficientamento energetico, accompagnati da un divario crescente tra le scuole del Nord, quelle del Sud e delle Isole.  È quanto denuncia oggi Legambiente con la XXII edizione di Ecosistema Scuola in cui fa il punto, con dati riferiti al 2021, sullo stato di salute di 5.616 edifici scolastici di 94 capoluoghi di provincia – tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado – frequentati da una popolazione di oltre un milione di studenti.

Ecosistema Scuola, le principali criticità

Il Dossier di Legambiente mette in luce, quindi, quelle che sono le principali criticità che riguardano l’edilizia scolastica in Italia, a partire dalla manutenzione.

Secondo l’analisi, nonostante negli ultimi 5 anni (2017-2021), a livello nazionale, il 59,3% degli edifici scolastici abbia beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nel 2021 il 30,6% delle scuole necessita ancora di interventi straordinari. Dato, quest’ultimo, che al Sud sale al 36,8% e nelle Isole al 53,8%.

Forti le criticità anche sul fronte interventi adeguamento sismico. Infatti, sebbene il 53,8% dei comuni capoluogo di provincia abbia dichiarato di aver realizzato interventi di adeguamento sismico negli ultimi 5 anni, tali lavori hanno interessato solo il 3,1% degli edifici scolastici. Nelle Isole le amministrazioni intervenute sono appena il 27,3%, in particolare in Sicilia, dove sono presenti tutti i 389 edifici scolastici posti in zona sismica 1 e 2 delle Isole. Qui negli ultimi 5 anni sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico solo su 2 edifici, uno a Messina e uno a Catania.

In questa strada in salita, a pesare sono anche i ritardi sull’efficientamento energetico, operazione indispensabile anche alla luce del caro energia, che non risparmia neanche la scuola. A livello nazionale l’81% delle amministrazioni ha dichiarato di aver realizzato interventi per l’efficientamento energetico delle scuole, ma in realtà questi interventi sono stati rivolti solo al 17% degli edifici scolastici. Tra gli interventi realizzati: la sostituzione di caldaie, vetri e serramenti, quindi lavori di isolamento delle coperture e delle pareti esterne.

Interventi importanti, ma che spesso non hanno portato a dei veri e propri miglioramenti in termini di passaggio da una classe energetica inferiore a una superiore – osserva Legambiente.  Ad oggi solo il 4,2% delle scuole risulta in classe energetica A, appena il 10,8% nelle prime tre classi energetiche, mentre ben il 74,8% è fermo nelle ultime tre (il 39% in Classe G).

Passi in avanti si registrano, invece, sulla presenza di impianti da energia rinnovabile nelle scuole: dal 2011 al 2021 gli edifici scolastici che li possiedono sono passati dal 12,4% al 21,8%. È il Sud a fare da traino rispetto alle altre aree del Paese, sono infatti ben il 29,4% gli edifici scolatici con impianti, superando quelli del Centro (22%), del Nord (20,6%) e delle Isole (17%). Tuttavia – afferma l’associazione – se si continuasse con la stessa progressione ci vorrebbero almeno altri ottant’anni per avere tutte le scuole con rinnovabili.

 

ecosistema scuola
(Fonte immagine: Pixabay)

 

I servizi scolastici

Legambiente dedica un focus all’accesso ai servizi scolastici. In particolare risulta in crescita, nel 2021, il servizio di scuolabus, che passa da circa il 20% di scuole servite nel 2020 al 24% nel 2021 con importanti incrementi percentuali anche al Sud, dal 15,3% del 2020 all’attuale 31,7% e nelle Isole, dal 12% al 16,6%.

Sul fronte mensa scolastica, se a livello nazionale le mense sono presenti nel 75,3% degli edifici scolastici, al Nord le troviamo nell’89,8%, al Centro nel 76,8%, al Sud nel 56,2, nelle Isole solo nel 38,3%. Anche in risposta alla crisi economica, il 96,5% dei comuni garantiscono l’accesso al servizio mensa alle famiglie a basso reddito: la percentuale di gratuità più alta rispetto ai beneficiari nelle Isole (27,4%) e al Sud (17,6%), mentre al Centro e al Nord rispettivamente al 10% rispetto ad una media nazionale del 12,2%. Per quanto riguarda, invece, le palestre, solo il 51,9% degli edifici scolastici ne è dotato. Spazi che a loro volta solo per il 56,4% restano aperti anche in orario extrascolastico, quindi a beneficio del territorio. Inoltre, ben il 24,4% degli impianti necessita di interventi di riqualificazione urgenti.

Ecosistema Scuola, l’appello al Governo

Alla luce di quanto emerso dall’indagine presentata nel Dossier Ecosistema Scuola, Legambiente lancia oggi un appello al Governo, presentando un pacchetto di 10 proposte.

“Come raccontiamo in Ecosistema Scuola – spiega Claudia Cappelletti, responsabile ufficio scuola Legambiente – sarà fondamentale pensare alla riqualificazione delle nostre scuole come a un cantiere di rigenerazione urbana, sociale e educativa, condividendo il tutto con la comunità locale che si fa comunità educante, per attuare percorsi condivisi attraverso la coprogettazione sia nei servizi che nella riqualificazione e costruzione di nuove scuole”.

L’associazione ambientalista propone, in particolare, interventi da realizzare in tempi brevi, partendo dai territori più fragili e con gap infrastrutturale, per una scuola più sicura, inclusiva, innovativa e meno energivora. Chiede, in primis, più attenzione verso i territori più fragili individuando modalità alternative di affidamento dei fondi attraverso bandi e dando supporto tecnico e amministrativo agli Enti Locali più in difficoltà; attivare processi di amministrazione condivisa sulla base di patti educativi di comunità e definire un sistema complessivo dei servizi essenziali inerenti l’istruzione e procedere al suo progressivo finanziamento, al fine di superare divari territoriali e assenza di servizi e opportunità.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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