Roma è in fondo alla classifica perché piena di rifiuti e perché la mobilità pubblica è un disastro. Il tempo perso in attesa alla fermata nella Capitale è di venti minuti, contro i 10 di Barcellona e Berlino, gli 11 di Madrid e di Milano, i 12 di Parigi ma anche di Bologna. Male anche Frosinone e Latina. È desolante il quadro delle città del Lazio restituito da Ecosistema Urbano, il dossier sulle perfomance ambientali dei capoluoghi di provincia presentato ieri da Legambiente.

Il capitolo su Roma e Lazio evidenzia che la Capitale si pone all’87° posto, in fondo alla classifica per qualità ambientale e politiche ecosostenibili, terzo peggior capoluogo assoluto per inquinamento da biossido d’azoto. Nel Lazio risultato negativo per Frosinone al 101° posto e per Latina al 95°.

Meglio, senza brillare, Viterbo al 60° e Rieti al 61°. Così Legambiente Lazio commentando l’analisi fatta dall’associazione, che valuta la qualità dell’aria, la salubrità del ciclo delle acque, i risultati provenienti dai modelli di gestione di rifiuti, lo sviluppo di mezzi pubblici, ciclabilità e aree pedonali a discapito del mezzo privato, la diffusione delle energie rinnovabili.

Roma – evidenzia Legambiente Lazio –  continua ad essere nel fondo della classifica per la sostenibilità ambientale, all’87° posto (88° nel dossier 2017) e impressionano le 32 posizioni perse in 11 anni (Roma 55° nel dossier 2007). Il crollo dipende soprattutto dal ciclo dei rifiuti: la raccolta differenziata si ferma al 44.3% (dossier 2018) e manca totalmente la fase impiantistica, come è evidente dalla ricostruzione dello “Spazzatour”, il viaggio della monnezza verso impianti su tutto il territorio nazionale e oltre.

Ma è anche la mobilità che tiene la capitale in fondo alla graduatoria: l’uso dei mezzi pubblici rimane fermo a 328 viaggi all’anno per abitante e ferma è anche l’offerta di trasporto pubblico con 57 Km percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente, di contro ci sono 61 auto ogni 100 abitanti. A Roma si attendono i mezzi pubblici per 20 minuti in media, peggio di tutte le altre capitali europee analizzate, e si perde il 40% del tempo a causa del traffico congestionato, durante i tragitti in auto. Diminuiscono le isole pedonali da 0,17 metri quadri per abitante a 0,12 e invariate per ora anche le piste ciclabili con 1,27 metri per abitante di corsie per bici. Sempre secondo il dossier di Legambiente, Roma è sul podio delle peggiori città per inquinamento da Biossido di Azoto.

Commenta il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi: “Roma rimane piantata nel fondo delle classifiche di qualità ambientale perché è piena di rifiuti in ogni angolo della città, ma anche per un sistema di mobilità “immobile” che paralizza tutti nel traffico, con auto private che riempiono le strade e nessun salto di qualità del trasporto pubblico, per il quale non sono di certo determinanti i pochissimi recenti cantieri per ciclabili o preferenziali. A Roma c’è bisogno di metropolitane nuove, prolungamenti delle attuali linee, nuovi tram, preferenziali su tutte le strade e sono insufficienti del tutto gli annunci di blocchi futuri alle auto più inquinanti: bisogna liberare oggi, completamente, il cuore della città da macchine, bus enormi, taxi, veicoli di ogni genere, frenando le emissioni di gas inquinanti e restituendo le strade alle persone, ai romani e a milioni di turisti”. 

Nel resto del Lazio grave la posizione di Frosinone (101°), peggiora Latina che scende al 89° posto (61° nel dossier 2017), risale Rieti al 61° (era 89° nel 2017), mentre Viterbo si piazza al 60° posto.

Nei capoluoghi fuori Roma, i dati sulla percentuale di raccolta differenziata sono molto bassi a Latina, che scende al 23,9%, mentre a Viterbo si sale al 55.2%. La differenziata continua a non funzionare a Frosinone, ferma ad un irrisorio 18%, dato che costringe in basso nella classifica il capoluogo ciociaro insieme ai pessimi numeri della qualità dell’aria.

Capitolo a parte, dice Legambiente, è quello del gestore del servizio idrico Acea, che “non fornisce dati aggiornati sulla dispersione, e si rimane al vecchio dato del 44% di dispersione idrica in provincia di Roma e il terribile 75,4% in provincia di Frosinone”. 

È preoccupante la posizione in fondo alla classifica di Frosinone e Latina, il dato complessivo di raccolta differenziata nel Lazio continua a migliorare di certo né grazie alla capitale, né a questi capoluoghi tutt’altro che virtuosi – conclude Roberto Scacchi – e sono allarmanti i dati sulla dispersione idrica. Sul ciclo dell’acqua, a fronte di un sensibile miglioramento a Latina, non risolutorio ma che certifica che si stanno affrontando i problemi con concretezza, denunciamo la mancanza di dati, per l’ennesima volta, dal gestore del servizio idrico di Roma, della Città Metropolitana e della Provincia di Frosinone. È molto grave che Acea e le sue componenti territoriali non forniscano numeri aggiornati sulla dispersione, dopo i disastri ambientali come quello di Bracciano e dopo la crisi idrica durante la siccità 2016-2017”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

1 thought on “Ecosistema urbano, Legambiente Lazio: bocciatura per Roma, ma non è sola

  1. Non sarebbe male che LEGAMBIENTE pubblicasse i dati del 2016 per confrontarli con quelli attuali.
    Chissà perchè li mette in evideza solo oggi quando il deficit Comunale è altissimo dovuto alle precedenti Amministrazioni sembra che le situazioni attuali, che vengono da lontano, le presentano come se fossero emerse tutte oggi CONTEMPORANEAMENTE. Mi riferisco a Roma .

Parliamone ;-)

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