Lasciate le mimose sugli alberi. Non vi azzardate a omaggiarmi con caramelle. Non voglio rose, non voglio dolci, non voglio sorrisi compiacenti. A dire il vero, non voglio neanche i vostri auguri. Men che mai i vostri complimenti, perché oggi sarebbero davvero poco sinceri. Gli auguri me li faccio da sola. Oggi non festeggio. Oggi lotto. Come ho fatto ieri e come farò domani. Sono le sei e mezza del mattino e la cena è già sul fuoco. Stamani ho letto anche il giornale, quello online, ‘ché sullo smartphone si fa prima. La seconda moka della giornata fuma allegramente sul fuoco. I panni stesi al vento saranno ormai asciutti – credo di averli dimenticati in balcone da due giorni, ma non si può avere sempre tutto sotto controllo. La perfezione non esiste (neanche) nel mondo femminile, che giorno dopo giorno si trova a lottare per diritti che sembravano acquisiti, per conquiste che le nostre madri e i nostri padri hanno strappato con le unghie e con i denti e che oggi traballano.

Oggi mi alzo e sono incazzata – eh sì, non trovo un modo più elegante per dirlo – perché due donne sono state appena massacrate, una dal fidanzato e l’altra dal marito. Massacrate di botte nel 2019. Femminicidio, lo chiamano. Io lo chiamerei la strage delle donne e anche quella dei figli, perché quando ci sono bambini uccidere la mamma è uccidere anche i più piccoli.

Oggi sono incazzata perché per l’ennesima volta mi tocca leggere le dotte statistiche sul soffitto di cristallo e sulle donne che, girl power, sono più istruite, sono più capaci, sono più determinate, però oltre un cento punto non arrivano mai. Perché gli uomini fanno rete, perché il potere è maschile, maschio e macho, perché se la donna deve conciliare lavoro e famiglia sudando lacrime e sangue, non sarà disposta a sudare lacrime e sangue per perdersi il primo sorriso al mattino del figlio o per stringere in un abbraccio una nonna che sta male.

Oggi sono incazzata, perché siamo immerse in un mondo di stereotipi. Ci vogliono forti e belle, decise e snelle, perfette e multitasking, in carriera e angeli del focolare. E noi ci cadiamo con tutte le scarpe, pensando di poter allungare a dismisura la giornata lavorativa e non, di poter lavorare al pc, preparare la pasta, stirare i panni, tenere pulita la casa, organizzare la spesa, fare la teleconferenza di lavoro e allo stesso tempo sfoggiare un look perfetto e senza occhiaie. Il bello è che spesso – non sempre, ma spesso – ci riusciamo pure. Andiamo avanti come bolidi perché sappiamo che le nostre energie sono quasi infinite, che il nostro entusiasmo non conosce confini, che siamo un passo avanti a tutto e a tutti. Salvo poi sederci e ricacciare indietro le lacrime, di nascosto.

Oggi sono incazzata, perché le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive sono piene di retorica e alle otto del mattino la dose è già tracimata oltre il bordo. E perché i diritti per i quali mia madre è scesa in piazza col pancione e mio padre ha sgobbato per farmi studiare di più, di più di loro, vengono ogni giorno ignorati e calpestati da chi vorrebbe imporre una visione della donna priva di volontà, relegata in casa, alle faccende domestiche (subìte, non scelte: le scelte si rispettano, le imposizioni si combattono), priva di diritti, priva di autonomia decisionale perfino sul proprio corpo – e non bisogna andare lontano, in qualche remoto paese. Basta guardare certi personaggi e certi progetti di legge che affollano la nostra cara Italia.

Oggi sono incazzata. È l’otto marzo, e lotto. Vi svelo pure un segreto: non stiro da anni. Non sono una donna in carriera. Non sono perfetta, tutt’altro, come non sono perfette tutte le donne che incontrate sulla vostra strada, quelle che ridono e quelle che piangono, quelle che guardano avanti e quelle che crollano, quelle che ci credono e quelle che ci provano. Oggi non è una festa. Oggi è l’otto marzo.

 

@sabrybergamini

 

Notizia pubblicata il 08/03/2019 ore 16.23

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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