Formaggi a latte crudo, Ministero Salute istituisce tavolo di lavoro per nuova etichettatura (Foto di Jill Wellington da Pixabay)

Una nuova etichettatura dei formaggi a latte crudo per difendere i consumatori vulnerabili e i bambini dei rischi correlati al consumo di questi prodotti. Fra i pericoli c’è infatti quello di contrarre tossinfezioni alimentari come la SEU, la sindrome emolitico-uremica, che colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni di età. Così il Ministero della Salute ha istituito un tavolo di esperti per lavorare a una nuova etichettatura dei formaggi a latte crudo. L’obiettivo, riporta l’Ansa, è quello di individuare “l’etichettatura più efficace possibile che possa avvertire il consumatore finale di tali rischi”.

Formaggi a latte crudo, al via tavolo di esperti

Un decreto del Ministero della Salute ha istituito, presso la Direzione generale dell’igiene e della sicurezza alimentare del Ministero della salute, il “Tavolo di lavoro per la mitigazione del rischio correlato ai ceppi di Escherichia coli produttori di STEC”.

Ne fanno parte membri del ministero della Salute, di quello dell’Agricoltura, dell’Istituto superiore di sanità, degli Istituti zooprofilattici e delle associazioni di categoria con lo scopo di indicare l’etichettatura più efficace per avvisare i consumatori dei rischi legati al consumo di prodotti e formaggi a latte crudo. “Intendiamo così tutelare la popolazione pediatrica nei primi anni di vita e rendere le scelte dei consumatori pienamente consapevoli del rischio di infezione intestinale da ceppi di escherichia coli”, hanno detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato secondo quanto riporta l’Ansa.

Uno dei rischi più gravi legati al consumo di formaggi a latte crudo è lo sviluppo della Sindrome Emolitico-Uremica (SEU), una malattia acuta rara che rappresenta, tuttavia, la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita. La SEU è sostenuta da ceppi di Escherichia coli (STEC) produttori di una potente tossina detta Shiga-tossina (Stx) o vero-citotossina (VT) e la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica. Fra le cause di trasmissione dell’infezione c’è appunto quella alimentare, correlata al consumo di carne cruda o poco cotta, soprattutto di origine bovina, latte crudo non pastorizzato e formaggi prodotti con latte crudo e poco stagionati, vegetali e frutta crudi non lavati.

Il decreto riconosce allora la necessità di “valutare se le attuali misure di prevenzione delle infezioni da ceppi di Escherichia coli produttori di STEC (shigatoxin-producing Escherichia coli), in particolare, dei casi di Sindrome Emolitico Uremica derivanti dal consumo di prodotti lattiero caseari ottenuti con latte crudo, siano sufficientemente appropriate a mitigare il rischio da tale tossinfezione”.

Latte crudo, si lavora a una nuova legge

A Montecitorio c’è una proposta di legge bipartisan presentata da Lorenzo Basso (PD) e Matteo Rosso (FdI) che vuole rendere obbligatoria l’indicazione in etichetta dei potenziali rischi dei prodotti caseari a base di latte crudo (non pastorizzato), con particolare riguardo ai bambini di età inferiore ai 10 anni, agli anziani e ai soggetti immunodepressi.

Fra le ragioni alla base delle proposte di intervento sull’etichettatura c’è “una serie di gravissimi episodi patologici a carico di bambini che hanno mangiato formaggi a base di latte crudo’, che si sono ‘moltiplicati in Italia e in Europa negli ultimi anni, alcuni con esiti purtroppo fatali, alimentando preoccupazioni e accendendo il dibattito pubblico e istituzionale sulla sicurezza alimentare, soprattutto in relazione ai prodotti a base di latte crudo’” (Fonte: Great Italian Food Trade).

L’urgenza è appunto quella di modificare l’etichettatura dei formaggi e dei prodotti a base di latte crudo, al centro di diversi recenti casi di tossinfezioni alimentari, particolarmente gravi – alcune volte letali – soprattutto per i bambini e le persone vulnerabili quali anziani, persone immunocompromesse e donne in gravidanza.


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