Preapertura caccia, WWF: si torna a sparare, ennesimo attacco alla natura (Foto Pixabay)

Settembre è iniziato con la preapertura della caccia. Nonostante la stagione si apra ufficialmente la terza domenica del mese, il 21 settembre, gran parte delle Regioni ha infatti concesso la preapertura della caccia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto). Tutto questo mentre il Parlamento sta discutendo il ddl 1552 che potrebbe modificare profondamente le regole della caccia in Italia, con una serie di provvedimenti molto discussi (fra questi la caccia anche in primavera, nelle foreste demaniali, la riduzione delle aree protette) che da subito hanno sollevato la protesta di associazioni ambientaliste e animaliste.

Come potrebbe cambiare la caccia

La LAV spiega che se il ddl dovesse essere approvato, “modificherà profondamente la norma nazionale che regola la caccia, riducendo la tutela degli animali selvatici per regalarli ai fucili dei cacciatori”.

Contiene infatti “cancellazione del divieto di caccia agli uccelli migratori sui valichi montani; riapertura degli impianti di cattura di uccelli da richiamo; caccia praticabile anche in primavera; riduzione dell’estensione delle aree protette; caccia consentita anche nelle foreste demaniali finora considerate territorio ricreativo e turistico; guardie giurate di supermercati e banche che possono partecipare alle battute di caccia”.

“Questi sono solo alcuni degli elementi peggiori che emergono dal DDL “sparatutto” e che se approvati si tradurranno in un vero e proprio massacro di milioni di animali selvatici – commenta la LAV – Inoltre, sarà cancellato il limite massimo della stagione di caccia, oggi fissato alla prima decade di febbraio, consentendo così ai cacciatori un periodo di caccia virtualmente illimitato, incrementando così anche i rischi per i cittadini”.

Proposta di legge contro la caccia

A giugno una serie di associazioni hanno depositato il testo di una proposta di Legge di Iniziativa popolare per abolire la caccia.

“L’introduzione di un divieto generale dell’attività venatoria, principio etico di grande evoluzione, accompagnato da metodi di gestione non cruenti della fauna in caso di pericolo, rappresenta un passo ulteriore verso un modello di tutela integrale degli animali selvatici e, soprattutto, di pacifica convivenza”.

WWF: “Il peggior attacco mai sferrato alla fauna selvatica”

Dalla preapertura della caccia viene l’ennesimo attacco alla natura, commenta il WWF. Si spara con la preapertura della caccia in deroga mentre stanno per riprendere i lavori al ddl caccia e mentre, spiega ancora l’associazione, “va avanti il DDL Montagna” che prevede fra le altre cose “la possibilità di gestire il lupo tramite abbattimenti. Una misura che anticiperebbe il recepimento del declassamento della specie avvenuto a livello europeo negli scorsi mesi. Una misura che l’Italia non sarebbe obbligata ad attuare. Il DDL Montagna prevede inoltre la cancellazione del divieto di caccia nei valichi montani. Un’altra grave mossa che finirà per scardinare le tutele agli uccelli migratori”.

«Quello cui assistiamo in Parlamento è il peggiore attacco mai sferrato alla fauna selvatica in Italia – ha detto Dante Caserta, Responsabile Affari Legali e Istituzionali del WWF Italia – Ed è figlio di un disegno chiaro. L’obiettivo è capovolgere i valori in gioco, inclusi quelli costituzionali, e passare da un approccio fondato sulla tutela e sulla conservazione delle ricchezze naturali ad uno basato sulla loro mercificazione o sulla visione di una natura ostile da contenere con brutalità. Questa visione traspare chiaramente dall’azione di Governo e Parlamento. Sin dal 2022 quest’ultimi hanno adottato una serie di misure volte a dare carta bianca alla lobby di cacciatori e armieri».

Oltre alla fauna selvatica sono però a rischio anche i diritti dei cittadini, ricorda l’associazione, “dalla libertà di movimento nelle aree naturali senza rischiare di essere impallinati al diritto di questa e delle future generazioni di mantenere una biodiversità sempre più ricca, fino al diritto di protestare di fronte a tali storture”.

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