Economia digitale, nuove sfide per i consumatori, ma anche tanto divario digitale all’interno dell’Europa. Oggi a Sofia l’European Consumer Day organizzato dal Comitato economico e sociale europeo sta esaminando tutti gli aspetti dell’economia digitale e le sfide che Internet e i Big Data pongono ai consumatori. Fra i numeri che sono stati diffusi questa mattina, ce ne sono un paio sui quali vale la pena di soffermarsi: le differenze nell’accesso a Internet e nella “vita digitale” dei cittadini europei.

Le dimensioni e le ripercussioni della vita digitale per i consumatori sono tantissime e a Sofia se ne parlerà ampiamente. Alcuni dati, però, vanno forse sottolineati per comprendere come l’Europa stia affrontando e vivendo una sfida importante con realtà profondamente diverse da Stato a Stato. I numeri sono stati diffusi questa mattina da Stefano da Empoli, presidente di  I-Com (Istituto per la competitività) e rilanciati dal profilo twitter della Giornata europea del Consumatore 2018.

Primo dato. Non tutti i cittadini europei vivono uno stile di vita digitale. Il divario digitale in Europa, ancora nel 2017, è molto consistente. Nei paesi del Nord Europa, in Danimarca, Lussemburgo e Svezia, solo una piccola percentuale di persone, pari al 2%, non usa internet nel 2017. Le persone che non hanno accesso a Internet sono il 4% nel Regno Unito, il 7% in Germania, il 10% in Francia. La media europea è del 13% ma ci sono molti paesi in cui questa percentuale è decisamente superiore. Il digital divide è maggiore in Bulgaria, Croazia e Grecia, dove il 30% (per la Bulgaria) e il 28% dei cittadini (per Croazia e Grecia) non hanno accesso a internet. L’Italia non si trova affatto in una buona posizione: i dati diffusi da ICom dicono che nel 2017 il 22% delle persone non aveva accesso a Internet.

Secondo dato. Anche nelle abitudini di acquisto online c’è una notevole differenza fra le diverse regioni europee, fra Nord Europa, Centro e Sud. Gli Stati più attivi negli acquisti online sono Regno Unito, Svezia, Danimarca e Lussemburgo, dove l’80% o più dei cittadini ha acquistato su Internet beni o servizi negli ultimi dodici mesi. La media europea è del 57%. Sopra la media ci sono paesi quali Germania (75%), Francia (67%), Austria (62%) ed Estonia (58%) mentre le percentuali più basse si registrano in Croazia, Bulgaria e Romania, dove rispettivamente solo il 29%, 18% e 16% dei cittadini ha fatto acquisti online nell’ultimo anno. Da sottolineare anche il questo caso la performance niente affatto positiva dell’Italia, che si colloca sotto la media europea: nel 2017 solo il 32% delle persone ha fatto acquisti su internet negli ultimi 12 mesi.

I consumatori stanno diventando sempre più digitali, per scelta e di default. Ma se società ed economia avanzano verso una società dove un ruolo sempre maggiore sarà svolto dall’Internet of Things, cosa si possono aspettare i cittadini? In che modo i Big Data influenzano le scelte che si fanno? E quanto valgono i proprio dati personali? Una domanda quanto mai attuale, se si considera lo scandalo internazionale che sta montando intorno all’uso politico fatto dai dati personali tratti da Facebook. Un insieme di temi che continueranno a essere affrontati nel corso dell’evento. I lavori della Giornata vengono seguiti da Help Consumatori, presente a Sofia, con la diretta Twitter di @ELeoparco con hashtag #ConsumerDay18 #EESConsumers #DigitalEconomy.

 

@sabrybergamini

 

Notizia pubblicata  il 20/03/2018 ore 16.03


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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