Incendi, SOS in Europa e in Italia (Foto PIxabay)

La crisi climatica accentua gli eventi meteo estremi e fra questi la frequenza e l’intensità degli incendi. Nel 2024 gli incendi hanno causato una perdita record di foreste tropicali. L’Europa meridionale, in piena crisi climatica, è sotto l’assedio di incendi boschivi devastanti in Turchia, Grecia, Cipro e nel Sud Italia. Migliaia di roghi si sono già sviluppati soprattutto in Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia con inestimabili danni ambientali, come a Villasimius e nella Riserva dello Zingaro. Solo in Italia, secondo i dati di Legambiente, nei primi sette mesi di quest’anno sono andati in fumo 30.988 ettari di territorio.

Incendi e perdita di foreste

L’impatto degli incendi è enorme su tutto il Pianeta. Secondo Global Forest Watch, nel 2024 i tropici hanno perso “ la cifra record di 6,7 milioni di ettari di foresta pluviale primaria, un’area grande quasi quanto Panama”. Lo scorso anno gli incendi hanno bruciato una quantità di foresta tropicale cinque volte maggiore rispetto al 2023.

Le foreste possono riprendersi dagli incendi ma l’impatto combinato della crisi climatica e dei roghi appiccati dall’uomo per convertire le aree forestali ad attività diverse, come l’agricoltura, rendono sempre più difficile questo recupero e aumentano il rischio di incendi futuri.

SOS incendi in Europa e nel Sud Italia

Anche l’Europa è al centro della crisi degli incendi, soprattutto l’area mediterranea e le regioni del Sud Italia. A causa della crisi climatica c’è un aumento della frequenza, dell’intensità e dell’estensione degli incendi boschivi. Il WWF ricorda che “solo negli ultimi due anni è andato in fumo oltre mezzo milione di ettari”. A luglio in Europa sono andati in fumo oltre 237mila ettari di foresta, quasi il doppio della superficie persa nello stesso periodo dell’anno scorso. La responsabilità degli incendi è umana in oltre il 95% dei casi.

Prevenzione e gestione del territorio

Un documento a firma WWF e BirdLife invita i governi europei a passare “da un approccio focalizzato sulla gestione dell’emergenza a un approccio proattivo basato sulla prevenzione e integrato alla gestione del territorio”.

Gestire gli incendi solo nel momento dell’emergenza in corso non basta e non è sufficiente. Bisogna gestire meglio i territori a rischio, aumentando la biodiversità e la loro capacità di resistere agli incendi. La strategia va dunque centrata, spiega il WWF, sul ripristino ecologico, su una gestione forestale diversa, sul coinvolgimento delle comunità. Ad esempio fra le azioni chiave ci sono quella di proteggere e ripristinare ecosistemi chiave come foreste naturali, aree umide e praterie, che forniscono servizi vitali e fungono da barriere antincendio naturali; sostituire le piantagioni più infiammabili con specie autoctone più resistenti al fuoco; rilanciare le pratiche agricole e pastoriali tradizionali; investire in sistemi di allerta precoce.

«La strategia europea in materia di incendi boschivi sta fallendo perché continua a investire denaro nella soppressione degli incendi invece di affrontare le cause alla radice – spiega Riccardo Gambini, responsabile delle politiche forestali e bioenergetiche presso BirdLife Europe – Le soluzioni basate sulla natura, come il ripristino degli ecosistemi e la gestione del territorio attenta al rischio di incendio boschivo, devono passare da marginali a tradizionali. I finanziamenti pubblici devono essere reindirizzati verso azioni preventive comprovate che rafforzino la resilienza sia del clima che del territorio».

Italia in fumo

Secondo il Rapporto Italia in fumo di Legambiente, solo nei primi sette mesi di quest’anno in Italia sono andati bruciati 30.988 ettari di territorio, con una media di 3,3 incendi al giorno. L’SOS incendi colpisce soprattutto il Sud e le Isole. Il Meridione si conferma l’area più colpita dagli incendi con sei regioni in cima alla classifica per ettari bruciati. Sono nell’ordine Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sardegna. Tra le regioni del Centro e Nord Italia gli incendi sono più diffusi nel Lazio, nella Provincia di Bolzano e in Lombardia.

«Per contrastare gli incendi boschivi – ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – non basta concentrarsi sull’emergenza estiva o su singole cause, ma è fondamentale adottare un approccio integrato che integri prevenzione, rilevamento, monitoraggio e lotta attiva. Bisogna puntare sulla prevenzione attraverso una gestione territoriale efficace, che includa l’uso ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali. Ma è anche fondamentale promuovere e remunerare i servizi ecosistemici, sostenendo e rivitalizzando le comunità rurali nelle aree interne e montane affinché possano riappropriarsi di una funzione di presidio territoriale. Allo stesso tempo è importante applicare la normativa vigente per arginare qualsiasi ipotesi di speculazione futura sulle aree percorse dal fuoco, ed estendere le pene previste per il reato di incendio boschivo a qualsiasi rogo».

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