Istat: cittadini soddisfatti ma per una famiglia su tre peggiora la situazione economica

Istat: cittadini soddisfatti ma per una famiglia su tre peggiora la situazione economica

Anche nelle fasi iniziali della pandemia una quota rilevante di cittadini ha continuato a manifestare un giudizio positivo per la propria vita personale. Emergono, tuttavia, segnali di criticità per la situazione economica familiare: per una famiglia su tre, infatti, peggiora la situazione economica. È quanto emerge dal Report Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita, relativo al 2020.

La soddisfazione dei cittadini durante la pandemia

Secondo le rilevazioni Istat, nel 2020 il 44,3% degli intervistati dichiara una elevata soddisfazione per la loro vita. In crescita soprattutto tra le persone di 35-44 anni (dal 44,4% al 47,5%). Tuttavia sale dal 25,7% al 29,1% la quota di famiglie che dichiarano un peggioramento rispetto al 2019.

Per quanto riguarda le relazioni familiari, la quota di persone soddisfatte rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2019, mentre quella per le relazioni amicali cala leggermente, in ragione – secondo l’Istat – dei primi ostacoli posti dalla pandemia a questo aspetto della socialità.

Aumenta, invece, il divario di soddisfazione lavorativa tra dipendenti e autonomi. Infatti, mentre il giudizio sulla situazione economica personale è rimasto positivo per la maggioranza delle persone, è peggiorato tra i lavoratori autonomi.

Cala la percezione di stabilità

Inoltre, nonostante la situazione economica sia rimasta invariata per la maggioranza delle famiglie, rispetto all’anno precedente (62,8%), si registra un calo della percezione di stabilità (65,2% nel 2019) e un aumento di quella di peggioramento (29,1% rispetto a 25,7% del 2019).

 

soddisfazione cittadini

 

Soddisfazione dei cittadini, il parere dei Consumatori

“Il report dell’Istat certifica come la crisi Covid abbia influito sulla situazione economica degli italiani, peggiorata per una famiglia su tre – spiega il presidente Carlo Rienzi. – Dati relativi al 2020 e che appaiono tuttavia superati, poiché oggi il quadro è ancora peggiore: l’ultima indagine Bankitalia vede il 60% dei nuclei dichiarare difficoltà nell’arrivare alla fine del mese, 10 punti percentuali in più rispetto al periodo precedente la pandemia”.

“Appare poi lampante come la crisi economica prodotta dal Covid non sia stata democratica e abbia colpito alcuni soggetti più di altri: è il caso dei lavoratori autonomi, che sia le indagini Istat che quelle di Bankitalia vedono come i soggetti più impoveriti dalla pandemia”, conclude Rienzi.

Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di “dati inaspettati”, che oggi probabilmente sarebbero diversi.

“Anche se vi sono criticità rispetto al 2019, come la quota di famiglie che ha visto peggiorare la propria situazione economica che sale dal 25,7% del 2019 al 29,1%, +3,4 punti, ci attendevamo un aggravamento ben maggiore”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo l’associazione sui dati può aver influito anche il periodo della rilevazione.

“Anche se – spiega Dona – l’Istat ci ha comunicato che non è stata fatta come al solito nel primo trimestre dell’anno, cosa che avrebbe distorto irrimediabilmente le conclusioni, ma, causa pandemia, è slittata di fatto al secondo trimestre, con risposte giunte anche a luglio. In ogni caso, i dati restano inattesi e più ottimistici del previsto e siamo convinti che, se la ricerca fosse stata condotta nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo la seconda ondata di contagi, gli esiti sarebbero stati ben diversi“.

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