Legge sugli ecoreati, i primi dieci anni. Accertati quasi 7 mila reati ambientali (Foto di Yogendra Singh da Pixabay)

La legge sugli ecoreati compie dieci anni. Da quando è stata approvata la legge 68/2015, che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale, si contano quasi 7 mila ecoreati accertati in Italia, con sequestri per oltre 1 miliardo di euro.

I dati confermano l’importanza della legge sugli ecoreati in Italia. “Una riforma di civiltà in nome del popolo inquinato – sottolineano Legambiente e Libera – grazie alla quale da allora tante denunce sono diventate processi e sono arrivate le prime sentenze definitive. Ora si approvino le leggi che mancano all’appello, a partire dal recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente”.

Legambiente e Libera tracciano un quadro della legge sugli ecoreati in vista della conferenza nazionale ControEcomafie, organizzata a Roma per il 16 e 17 maggio presso il Dipartimento di Giurisprudenza di RomaTre, in collaborazione con la stessa Università e l’associazione “Casa Comune”. La conferenza si chiuderà con la presentazione di un Manifesto che vuole “dare più forza all’impegno di chi vuole, ostinatamente, affermare verità e giustizia in nome del popolo inquinato”.

Legge sugli ecoreati, al primo posto l’inquinamento ambientale

Quali dunque i numeri disponibili relativi alla legge sugli ecoreati?

In Italia, spiega Legambiente, da giugno 2015 a dicembre 2024 si contano 6.979 reati accertati, con una media di un illecito penale ogni 3 verifiche fatte. In questo arco di tempo sono 21.169 i controlli effettuati, 12.510 le persone denunciate e 556 quelle arrestate; mentre il valore economico dei sequestri ammonta a 1,155 miliardi di euro.

Il 40,5% dei reati accertati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

Sempre in questi dieci anni, il delitto più accertato è l’inquinamento ambientale (art. 452 bis), con 5.506 controlli effettuati, 1.426 reati, 2.768 persone denunciate, 136 ordinanze di custodia cautelare e 626 sequestri, per un valore di oltre 380 milioni di euro. Prima della legge sugli ecoreati questo delitto non era contemplato in Italia.

A seguire ci sono, con 964 reati, il delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies), recepito nel Codice penale solo nel 2018; al terzo posto il disastro ambientale (art. 452 quater) contestato 228 volte.

“In questi dieci anni grazie alla legge sugli ecoreati – commentano Legambiente e Libera – tante denunce fatte sono diventate processi e sono arrivate le prime sentenze definitive come, ad esempio, quella per la gestione criminale della discarica Resit, in provincia di Caserta. Tutto ciò è stato possibile grazie a quella riforma di civiltà che ha visto finalmente la luce il 19 maggio del 2015 con l’approvazione della legge sugli ecoreati. Dell’importanza di questa normativa parleremo a ControEcomafie a Roma il 16 e 17 maggio e la due giorni dei lavori si concluderà con l’approvazione di un “Manifesto” in cui verranno raccolte le proposte che faremo al governo e al Parlamento e gli impegni che ci assumiamo, per rafforzare quella rivoluzione iniziata dieci anni fa e contrastare con più efficacia le ecomafie in tutti i settori dove fanno affari d’oro a discapito dell’ambiente, della salute dei cittadini e dell’economia”.

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